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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

giudizio abbreviato | 06 Maggio 2019

Rito abbreviato e art. 603, comma 3-bis, c.p.p.: rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale obbligatoria o forse no?

Prime riflessioni critiche in relazione alla sentenza delle SS.UU. Pavan

di Claudio Bossi - Avvocato penalista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

Mi pare fondamentale inquadrare il problema partendo da una considerazione che può apparire banale: il rito abbreviato, almeno nella accezione e nella funzione per la quale esso era stato pensato dal Legislatore del 1989 non è rito premiale destinato esclusivamente ad ottenere uno sconto di pena in relazione a reati la cui pena edittale esorbita rispetto ai limiti posti dal patteggiamento, ma un rito caratterizzato da una premialità che incentra la propria ragione d’essere non nella rinuncia alla difesa (patteggiamento) ma nella rinuncia alla formazione della prova dichiarativa nel pieno contraddittorio delle parti.  

Dunque un rito a cognizione completa da parte del giudice cui la parte accede rinunciando alla formazione dialettica della prova avanti al giudicante.
Un rito che, a fronte delle riforme succedutesi, consente l’acquisizione e la produzione di prove anche dichiarative, formate in totale assenza di qualsiasi meccanismo rapportabile al contraddittorio, sia attivando le procedure previste dagli artt. 391-bis e seguenti del codice (indagini difensive) sia introducendo le forme del cosiddetto rito abbreviato condizionato.
Rito abbreviato condizionato che non necessariamente deve prevedere l’assunzione di dichiarazioni da formarsi avanti al giudice in contraddittorio tra le parti ma anche, ad esempio, la produzione di dichiarazioni raccolte nelle forme degli articoli 391 bis c.p.p. e non depositate nel fascicolo delle indagini del difensore ma semplicemente prodotte quali “condizione” per accedere al rito.
Sappiamo tutti bene che la richiesta di rito abbreviato è effettuata ed effettuabile con ampio spettro di soluzioni, ammissive ed interpretative, che spesso variano da ufficio a ufficio, e che con queste soluzioni dobbiamo fare il conto al fine di garantire al meglio i diritti del nostro assistito che, sempre bene ricordarlo, sono da inquadrarsi in ottica “utilitaristica” rispetto agli interessi del medesimo e assolutamente indifferenti alla ricerca della verità sostanziale.
Il rito di cui discutiamo ha dunque la caratteristica, in comune certo al patteggiamento, di manifestare una declinazione del “diritto alla difesa tecnica” che, affatto contrapposto alla difesa sostanziale, costituisce anche ai sensi della giurisprudenza delle Corti sovranazionali generata dalle Convenzioni e dalla Carte Internazionali, fondamentale diritto dell’imputato.
Il rito abbreviato, si sostanzia cioè nella possibilità concessa all’imputato ed al difensore di effettuare prognosi circa il possibile risultato del processo sulla scorta delle “prove” (in realtà delle fonti di prova) raccolte dall’accusa e di quella raccolte dalla difesa.
Giudizio effettuato sulla scorta di valutazioni di stampo probabilistico che debbono trovare confronto nelle pronunce di legittimità che, come è noto, costituiscono ben oltre il tenore delle disposizioni normative, quel diritto vivente in cui siamo da anni immersi.
Se è così stiamo parlando di un diritto della difesa che, come tale, non può subire compromissioni.
L’art. 603, comma 3-bis, c.p.p. recita:
«Nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice dispone la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale».
La norma richiede dunque che:
la sentenza si fondi su motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa,
il pubblico ministero abbia nell’appello “aggredito” la valutazione della prova dichiarativa,
il giudice, a seguito dell’appello proposto, e sulla scorta dei dubbi insorti, disponga la rinnovazione dibattimentale.
Occorre per eseguire il compito che mi è stato assegnato declinare l’applicazione di questi presupposti alle particolarità del rito abbreviato.

 



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