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La responsabilità professionale dello psichiatra fra esigenze di cura ed istanze sociali


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12 Febbraio 2021

La responsabilità professionale dello psichiatra fra esigenze di cura ed istanze sociali

di Luca Cimino, Domenico Vasapollo (€ 60,00; pagine XX – 571)

Il prodotto assicurativo privato a tutela della invalidità permanente da malattia (IPM) è probabilmente il meno conosciuto non solo da parte dei cittadini che intendono tutelare il loro patrimonio in caso di malattie che determinano uno stato invalidante permanente, ma anche dai Medici Legali che raramente, sia che operino per gli assicurati, sia che svolgano l’attività di fiduciari di Compagnie, affrontano casi che rientrano in questo ambito.

 

E quando un professionista deve esprimere un parere su casi di IPM, i problemi divengono ancora più complessi, se si pensa che le clausole contrattuali dei prodotti di questo tipo diffusi sul mercato italiano, quelle che regolano il rapporto tra assicurazione d assicurato, non sempre portano a risultati divergenti in maniera significativa. Né del resto, proprio perché si tratta di prestazioni indennitarie dettate da specifiche norme contrattuali, l’esperienza maturata lavorando per i principali enti previdenziali (INAIL e INPS in testa) è riconducibile in questo settore.

 

Restando ferma la premessa che in ogni caso le singole fattispecie non possono essere valutate senza prendere attenta visione della polizza su cui quella malattia ricade, l’obiettivo che dunque si pone questo testo è quello di fornire dei punti di riferimento che permettano di affrontare con maggiore chiarezza e con sufficiente omogeneità le tematiche spesso complesse che il ramo IPM comporta, sia per i medici che operano nel settore, sia per i funzionari ed i liquidatori che possono trovarsi nella condizione di sostituirsi al medico fiduciario, sia ancora per le reti di vendita, in considerazione delle necessità che gli agenti siano sufficientemente a conoscenza di cosa queste polizze realmente coprano e cosa invece non rientri nelle garanzie.

 

La seconda parte del testo è invece finalizzata a dare indicazioni sulla misura in cui debbano essere valutate percentualmente gli stati invalidanti dei principali organi ed apparti. E, proseguendo nel metodo già seguito in un’altra Guida redatta da alcuni degli autori di questo testo, le indicazioni valutative sono state date in riferimento alle tabelle alle quali fanno principalmente riferimento i più comuni contratti IPM ovvero, nei casi in cui queste tabelle non abbiano indicazioni utilizzabili nemmeno per analogia o, addirittura, quando la polizza non preveda alcuna tabella, facendo riferimento al tipo di invalidità che i contratti pongono ad oggetto della tutela, ossia la riduzione o la perdita della capacità lavorativa generica, indipendentemente dalla professione in concreto esercitata dall’assicurato.