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reati tributari  | 13 Marzo 2015

Omesso versamento delle ritenute d’acconto: la Cassazione esercita il “power to overulling”

di Claudio Bossi

Nel reato di omesso versamento di ritenute certificate di cui all’art. 10 – bis, d.lgs. n. 74/2000 la condotta si realizza in parte attraverso un comportamento omissivo, costituito dal mancato versamento entro il termine previsto delle ritenute, ed in parte attraverso un comportamento commissivo, evidenziato nella consegna delle certificazioni (ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti). Essendo entrambe le condotte elementi costitutivi del reato deve affermarsi che, ai fini della sussistenza del reato, è necessario che il soggetto attivo non soltanto abbia omesso di versare all’erario l’importo delle ritenute operate quale sostituto di imposta sui compensi effettivamente versati ai sostituti, superando la soglia minima di punibilità attualmente fissata in 50.000,00 euro, ma abbia anche materialmente rilasciato ai sostituiti la relativa certificazione e che ciò sia avvenuto anteriormente alla scadenza del termine entro il quale il sostituto di imposta deve presentare la relativa dichiarazione. Spetta all’accusa fornire la prova dell’elemento costitutivo rappresentato dal rilascio ai sostituti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate e tale prova non può essere costituita dal solo contenuto della dichiarazione modello 770 proveniente dal datore di lavoro.

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 10475/15; depositata il 12 marzo)

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