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Risultati ricerca per "benefici penitenziari"

benefici penitenziari  | 02 Febbraio 2015

La norma del decreto legge, nella parte non riprodotta in sede di conversione, non rimane vigente, anche se favor rei

di Eugenio Viterbo

  La giurisprudenza costituzionale e quella della Corte EDU costantemente escludono che in materia di benefici penitenziari in genere e di liberazione anticipata in particolare sia applicabile il principio della irretroattività della legge più sfavorevole; non si applicano, quindi, le disposizioni di cui agli artt. 2 c.p., 25 Cost. e 7 CEDU. L’art. 77 della Costituzione, al comma 3, prevede, inoltre, come «i decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti». Di contro, l’art. 15,comma 5. l. n. 400/1988, che prevede come «Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della legge di conversione, salvo che quest'ultima non disponga diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge», fa sì che l’efficacia del decreto-legge non convertito che può farsi salva è circoscritta ai soli atti o rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti e non può in alcun modo essere estesa sino al riconoscimento di un diritto o di una aspettativa per comportamenti o situazioni precedenti quando la relativa domanda era ancora sub iudice al momento della conversione del decreto. 

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 4451/15; depositata il 30 gennaio)

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