POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
martedì 26 maggio 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
<p>
	CIVILE e PROCESSO</p>

immigrazione | 27 Febbraio 2020

La paura del diavolo non basta per la protezione in Italia

di Attilio Ievolella

Respinta la richiesta presentata da un cittadino del Gambia, che ha spiegato di essere scappato dal proprio Paese per non fare la fine del padre e del fratello, esorcisti uccisi dal demonio. Per i giudici il racconto dell’uomo è assolutamente inverosimile. Ed irrilevante è il percorso formativo e professionale da lui compiuto in Italia.

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 5382/20; depositata il 27 febbraio)

In fuga dal diavolo. Sembra il titolo di un film horror, invece è la sintesi del racconto – fantasioso, a dir poco – di un cittadino del Gambia. Inevitabile il “no” alla domanda di protezione da lui presentata. Ed irrilevante...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.