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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

giustizia | 05 Giugno 2014

Agonia del processo civile: ad una nuova Commissione il compito di rianimarlo

È stata creata dal Ministero della Giustizia una Commissione che avrà il compito di trovare delle soluzioni alle evidenti difficoltà del processo civile. Il gruppo, che sarà guidato da Giuseppe Maria Berruti, entro 15 giorni consegnerà un primo documento di analisi della situazione, con l’obiettivo di presentare un vero progetto di riforma entro il prossimo dicembre.

 

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di affidarsi ad una squadra di esperti per ridare vita al processo civile. La Commissione sarà guidata da Giuseppe Maria Berruti, direttore del massimario della Cassazione ed ex membro del CSM.
Le scadenze. Domani i partecipanti, 11 in totale, si riuniranno per la prima volta. L’idea è di stendere entro 15 giorni un documento in cui verranno sottolineati gli aspetti e gli elementi più critici del processo civile per i quali sono necessari interventi urgenti. L’obiettivo dei lavori mira alla semplificazione ed alla velocizzazione delle procedure, soprattutto quelle dei procedimenti di primo grado. Per fare questo, ha sottolineato Berruti, «bisognerà dispiacere un po’ a tutti, magistrati e avvocati. Il testo di legge delega che ci siamo impegnati a consegnare entro dicembre dovrà essere ampio e toccare tutte le questioni aperte». Anche il secondo grado non sfuggirà alla riforma: sarà rivisto, infatti, anche il sistema delle impugnazioni per snellire il processo d’appello, che avrà lo scopo di correggere errori, non di dilatare i tempi e rimettere la questione in totale discussione.
Verranno responsabilizzate tutte le parti nel processo, sia gli avvocati, che, nell’ottica di una maggiore rapidità, potranno autenticare le copie degli atti e dei documenti processuali, sia i giudici, che dovranno arrivare all’udienza di trattazione pienamente informati delle caratteristiche della controversia, in modo tale da avere la possibilità di proporre anche un vero tentativo di conciliazione.
I beneficiari. Un occhio di riguardo verrà dato ad imprese e famiglie. È ormai un dato di fatto che il modello italiano è un ostacolo agli investimenti stranieri: gli imprenditori hanno paura di un sistema caratterizzato da tempi biblici. A questo problema, cercherà di dare risposta la Commissione, cercando di creare un percorso di accesso alla giustizia alle società, non soltanto in un’ottica di attrazione dei capitali, ma anche per tutelare i creditori, tra cui quelli che devono ricevere ancora delle somme dalla Pubblica Amministrazione. A tal fine, verranno ripresi in mano i lavori delle precedenti Commissioni ministeriali, soprattutto quello della Commissione Vaccarella, che si era incentrato proprio su un modello societario.
Per quanto riguarda la famiglia, l’idea è di prendere atto dei cambiamenti avvenuti nella società italiana, mentre il codice civile è rimasto ancorato ad un quadro sociale che non esiste più. In particolar modo, si tuteleranno i minori, figli di genitori tradizionali, immigrati, separati, divorziati, o uniti come coppia di fatto.
Il progetto dovrà coordinarsi con l’ampia riforma della Giustizia che si sta formando, grazie ad un decreto legge in via di definizione da parte del Ministero ed alle misure che si stanno adottando per tramutare in realtà il processo civile telematico in vista della scadenza del 30 giugno prossimo.
La squadra. Oltre a Berruti, che avrà il ruolo di guida, a formare la Commissione saranno Renzo Menoni (presidente delle Unione delle camere civili), Rosanna De Nictolis (presidente di sezione del Consiglio di Stato), Stefano Recchioni (professore di diritto processuale civile all’Università di Cassino), Pietro Sirena (professore di diritto privato all’Università di Siena), Rosaria Maria Castorina (giudice del tribunale di Catania), Oronzo De Masi (consigliere della Corte d’appello di Roma), Paolo Spaziani (vice capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’Economia) e Giacomo Travaglino (consigliere in Cassazione), oltre al capo di gabinetto ed al capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia.