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PROFESSIONE

previdenza forense | 18 Settembre 2020

Tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati sono tenuti all’iscrizione alla Cassa e al versamento dei contributi minimi

di La Redazione

Il Tribunale di Foggia, con sentenza n. 1954/20, ha ribadito la legittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, l. n. 247/2012, che sancisce l’obbligatorietà dell’iscrizione a Cassa Forense e del versamento di contributi minimi, per tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati.

(Tribunale di Foggia, sez. Lavoro, sentenza n. 1954/20; depositata il 16 luglio)

Chiamato a decidere sulla contestazione di un provvedimento di Cassa Forense avanzata da un’avvocatessa, nonché ex insegnante in pensione e iscritta all’Albo degli Avvocati, il Tribunale di Foggia ha ribadito la piena legittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, l. n. 247/2012, in relazione all’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa ed al versamento dei contributi minimi, per tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati.

 

Di seguito i passaggi centrali della decisione adottata del Tribunale di Foggia.
In particolare, con riferimento alla sollevata questione di legittimità costituzionale, il Giudice del lavoro ha affermato che «proprio le disposizioni costituzionali, contrariamente a quanto sembra opinare la ricorrente, impongono di ritenere che, nel nostro ordinamento, all'espletamento di attività lato sensu lavorativa, sia essa intellettuale o manuale, esercitata in forma autonoma o subordinata, dietro pagamento di corrispettivo, debba accompagnarsi la copertura previdenziale. E ciò per ragioni di tutela di posizioni indisponibili del singolo (tutela avverso la vecchiaia, la malattia, l’invalidità e per i superstiti) e, quindi, a prescindere se, poi, in concreto, al singolo potrà o meno essere erogata una qualche prestazione».
Inoltre, prosegue il Giudice, «la previsione di un contributo annuo obbligatorio, quale quello richiesto alla ricorrente, corrisponde alla garanzia di percezione di un trattamento pensionistico, sia pure, eventualmente, in misura minima. A nulla rileva che detto contributo non risulti proporzionale al reddito professionale e non sia informato al principio di progressività».

 

Infine, posto che il sistema previdenziale forense di cui al regolamento della l. n. 247/2012, «risponde alle esigenze solidaristiche della categoria (…) anche nel caso di redditi percepiti modesti, mentre affrancare da detto obbligo taluni professionisti determinerebbe un ingiustificato slittamento dell’obbligo contributivo complessivo in capo soltanto ad alcuni professionisti», il Tribunale conclude chiarendo che ogni professionista che eserciti la professione forense, al di là della particolare condizione lavorativa personale, è tenuto al versamento della contribuzione minima obbligatoria alla Cassa.