POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 08 agosto 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

responsabilità professionale | 07 Luglio 2020

Non è responsabile l’avvocato che investito del solo mandato a gestire la fase stragiudiziale non interrompa la prescrizione

di La Redazione

In assenza di prova del conferimento di un mandato difensivo ad introdurre il giudizio, l’avvocato che sia stato investito verbalmente del solo incarico di componimento della trattativa stragiudiziale non è responsabile della mancata interruzione del termine di prescrizione.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 13858/20; depositata il 6 luglio)

Così la Cassazione con ordinanza n. 13858/20 depositata il 6 luglio.

 

L’attore citava in giudizio l’avvocato chiedendo che venisse accertata la sua responsabilità professionale in ordine al mandato difensivo conferitogli in occasione di un sinistro stradale che lo aveva reso vittima di lesioni. In particolare, l’attore lamentava che l’avvocato, dopo aver inviato due lettere raccomandate alle compagnie assicuratrici, si era disinteressato alla pratica omettendo di interrompere il termine della prescrizione.
La Corte d’Appello, nel confermare la decisione del Tribunale di rigettare la domanda attorea, riteneva che all’avvocato non era stato conferito il mandato ad introdurre il giudizio ma solo quello a gestire la fase stragiudiziale e, pertanto, in mancanza della procura alle liti, ad egli non spettava il compito di interrompere il termine della prescrizione.

 

Adita la Cassazione, i Giudici di legittimità affermano che il dovere di interrompere la prescrizione riguardava solo la fase stragiudiziale oggetto dell’incarico verbale poiché, in assenza di prova del conferimento di un mandato difensivo a introdurre il giudizio, l’avvocato non avrebbe avuto l’ulteriore onere di diligenza di informare il cliente sulle circostanze utili a salvaguardare la sua posizione. E tale assenza di prova, secondo la Corte, è confermata dal fatto che lo stesso ricorrente aveva più volte esitato riguardo la scelta di intraprendere o meno il giudizio.
La Corte d’Appello ha dunque correttamente ritenuto che il professionista non aveva l’obbligo di interrompere la prescrizione e ciò in virtù del fatto che «il mandato conferitogli verbalmente riguardava solo il componimento stragiudiziale della controversia e non anche l’incarico di coltivare, in caso di insuccesso della trattativa stragiudiziale, la successiva ed eventuale causa civile nei confronti dei responsabili e dei rispettivi assicuratori».
Pertanto, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.