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PROFESSIONE

disciplinare avvocati | 03 Luglio 2020

Concorso di illeciti deontologici: il CNF sull’inapplicabilità della continuazione

di La Redazione

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa all’inapplicabilità in materia disciplinare dell’istituto della continuazione e del conseguente regime del cumulo giuridico previsto in caso di concorso formale.

(Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 161/19; depositata il 7 dicembre)

Lo ha affermato il Consiglio Nazionale Forense con sentenza n. 161/19 depositata il 7 dicembre.

 

Nell’ambito di un giudizio attivato dagli esponenti nei confronti dell’avvocato in relazione ai comportamenti contrari alle basilari norme di etica professionale da ella tenuti, il Consiglio Nazionale Forense si ha avuto occasione di pronunciarsi sul caso di concorso di illeciti deontologici.

 

Ebbene, il CNF ha disatteso la questione di legittimità costituzionale relativa all’inapplicabilità in materia disciplinare dell’istituto penalistico della continuazione e del conseguente regime del cumulo giuridico previsto in caso di concorso formale, per asserito contrasto della legge professionale forense con le previsioni di cui agli artt. 3 e 27 Cost.
In particolare, il Consiglio ha affermato che la questione posta dalla ricorrente oltre a non indicare una norma “determinata e tassativa” della l. n. 247/2012 che si porrebbe in contrasto con i dettami della Costituzione e risultare dunque mal formulata, risulta manifestamente infondata «alla luce del temperamento della sanzione che consegue al principio pacificamente applicato dal Consiglio Nazionale della valutazione unitaria del fatto, anche in presenza di più illeciti deontologici».