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Decreto coronavirus | 27 Maggio 2020

Misure organizzative in Cassazione per il periodo dal 12 maggio al 31 luglio

di La Redazione

Con il decreto n. 76/2020 firmato dal Primo Presidente della Corte di Cassazione sono stati modificati i precedenti decreti nn. 47 e 55/2020 relativi alle misure organizzative adottate dal “Palazzaccio” durante l’emergenza epidemiologica.

 

Il decreto n. 76/2020 firmato dal Primo Presidente della Corte di Cassazione l’11 maggio scorso modifica i precedenti decreti nn. 47 e 55/2020 con i quali erano state adottate le misure organizzative per l’attività giudiziaria del settore civile e penale nel periodo di sospensione ex lege.

 

Il nuovo decreto reca le misure per riorganizzare le attività per il periodo dal 12 maggio al 31 luglio 2020.

 

Per il settore civile è previsto che fino al 30 giugno 2020 rimangono ferme le disposizioni di cui al decreto n. 55 volte a regolamentare la fissazione delle cause per la trattazione in udienza pubblica e in adunanza camerale.

Dal 1 al 31 luglio 2020 possono essere tenute le udienze pubbliche ritenute urgenti, nel rispetto dei termini di legge.

Dal 1 al 31 luglio 2020 possono essere tenute un numero di adunanze camerali compatibili con il rispetto degli adempimenti di legge e con le risorse di personale amministrativo effettivamente presente in ufficio.

 

Per il settore penale il testo prevede invece che fino al 30 giugno 2020 fermo quanto previsto dai decreti n. 55 e 69 per le udienze pubbliche e partecipate, i Presidenti titolari possono fissare in esse i ricorsi in cui sono applicate misure cautelari custodiali e domiciliari e che hanno per oggetto dette misure, gli incidenti di esecuzione e le misure alternative alla detenzione, nonché i procedimenti per la consegna di un imputato o di un condannato all’estero ai sensi della l. n. 69/2005 e di estradizione.

Fino al 30 giugno 2020 i Presidenti titolari individuano non più di due ulteriori udienze settimanali per la trattazione dei ricorsi con il rito scritto e senza discussione orale ex art. 83, comma 12-ter, d.l. n. 18/2020, privilegiando i ricorsi che presentano un numero limitato di ricorrenti e un contenuto peso ponderale. Nel caso in cui sia richiesta la discussione orale, la trattazione sarà di regola rinviata ad una udienza successiva al 31 luglio 2020.

La deliberazione collegiale in camera di consiglio potrà avvenire anche da remoto con le modalità di cui al decreto 44/2020.

Dal 1 al 31 luglio 2020 possono essere tenute le udienze pubbliche e partecipate già calendarizzate, preferibilmente con rito scritto e senza discussione orale. Potranno essere tenute anche le udienze camerali non partecipate e de plano già calendarizzate.

 

In conclusione, il decreto detta una serie di disposizioni comuni. La trattazione dei procedimenti in udienza pubblica o partecipata avverrà di regola con la sola presenza delle parti interessate nel rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale e secondo la programmazione a fasce oraria preventivamente comunicata.

Le adunanza non partecipate e de plano potranno essere celebrate anche da remoto con le modalità di cui al decreto n. 44/2020.

I Presidenti titolari provvederanno a predisporre nuovi calendari per le necessarie variazioni.

Per i ricorsi da trattare fino al 31 luglio 2020 i difensori possono far pervenire alla Corte, usando esclusivamente l’indirizzo presente nel ReGIndE, motivi aggiunti e memorie a mezzo PEC comunicandoli contestualmente alla controparte.

 

Clicca qui per consultare la sezione dedicata al decreto Coronavirus

 



Qui il decreto del Primo Presidente della Corte di Cassazione n. 76/2020