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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

previdenza forense | 14 Maggio 2020

Sapiens nihil affirmat quod non probet

di Paolo Rosa - Avvocato

L’inizio della corruzione a Roma. La sete di denaro e di potere aumentò e con essa, si può dire, divamparono tutti i mali. Fu la cupidigia a spazzar via la buona fede, la rettitudine e tutte le norme del vivere onesto, indusse gli uomini all’arroganza, alla crudeltà, alla negligenza degli dèi, alla convinzione che non c’è cosa che non sia in vendita. L’ambizione indusse molti a fingere, a tener chiuso in cuore un pensiero e a manifestarne un altro, a considerare amici e nemici non per i loro meriti ma per il vantaggio che potevano ricavarne, a parere onesti più che ad esserlo.  

Sulle prime, questi vizi aumentarono lentamente; a volte furono anche puniti. Ma poi il contagio si diffuse a guisa di pestilenza, la città mutò volto e quel governo che era il più giusto, il migliore, divenne crudele e intollerabile. Nei...

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