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compenso avvocati | 21 Giugno 2019

Gli avvocati invocano l’equo compenso

di La Redazione

Si è tenuta ieri la manifestazione per il diritto all’equo compenso organizzata dall’Organismo Congressuale Forense con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma presso l’aula del Consiglio dell’Ordine di Roma nel Palazzo della Corte di Cassazione. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, il consigliere del CNF Antonio Baffa e il segretario generale dell’ANF Luigi Pansini.

Equo compenso “dall’enunciazione alla disapplicazione”. Questo il tema dell’evento organizzato dall’Organismo Congressuale Forense con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma. A conclusione degli interventi, l’avv. Giovanni Malinconico, Coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, ha dichiarato «apprezzamento per l’impegno assunto dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per la concreta attuazione della disciplina dell’equo compenso ed il potenziamento delle azioni contro l’elusione della legge. Apprezzamento anche per le dichiarazioni del Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, Jacopo Morrone, a favore dell’applicazione della legge». Malinconico ha inoltre «richiamato l’opportunità di riconoscere un duplice valore di natura politica alla battaglia condotta dall’avvocatura italiana per l’equo compenso».
Anche il CNF ha espresso « apprezzamento per quanto dichiarato oggi dal sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone sull’impegno a superare l’attuale normativa sull’equo compenso e consentire così ai liberi professionisti di recuperare centralità, decoro e dignità». La manifestazione è stata anche l’occasione per il Ministro Bonafede di far pervenire agli avvocati il messaggio che dà seguito al recente incontro avuto tra il presidente del CNF Andrea Mascherin, il sottosegretario alla Giustizia Morrone e il consulente del ministro sulla necessità di riconvocare in tempi brevi il tavolo tecnico sull'equo compenso per il perfezionamento della normativa.
Il segretario generale dell’ANF Luigi Pansini chiede invece di evitare confusioni: «occorre spiegare agli avvocati, alla politica e alla società che il compenso non è il mezzo che consente all’avvocato di crescere e affermare la sua professionalità e la qualità della sua prestazione. È vero invece il contrario. Solo la preparazione, la specializzazione, l’organizzazione del lavoro, le collaborazioni e l’uso intelligente della tecnologia assicurano una crescita professionale e, di conseguenza, il riconoscimento di un giusto ritorno economico».