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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

congresso nazionale forense | 18 Aprile 2019

Disposizioni in materia di informativa antimafia interdittiva: presentata una mozione

di Emanuele Maganuco - avvocato

Lo scorso 5 e 6 aprile, a Roma, si è svolta una ulteriore sessione del XXXIV Congresso Nazionale Forense, durante la quale è stata anche presentata una mozione per la modifica delle disposizioni in materia di informativa antimafia interdittiva.  

 

La mozione, presentata da OCF (Organismo congressuale Forense) ed UOFS (Unione degli Ordini Forensi Siciliani) ed approvata alla recente sessione ulteriore del  Congresso Nazionale Forense,  tenutosi a Roma in il 5 e 6 aprile 2019, non vuole mettere in discussione la logica della prevenzione, invocando, senza arretrare la soglia di tutela sociale,  la necessità di rivedere  l’attuale impalcatura normativa sulle interdittive,  suggerendo l’opportunità di prevedere un contraddittorio endo procedimentale tra l’azienda e l’Autorità prefettizia.

 

Extrema ratio. Si vuole dire che l’applicazione della misura  in parola dovrebbe  costituire  l’extrema ratio, tenuto conto   della sostanziale simmetria esistente tra   i due fondamentali  principi costituzionali in gioco: quelle della imparzialità e del buon funzionamento della PA (art. 97 Cost.) e quella della libera iniziativa economica (art. 41 Cost.).
L’Altro aspetto fondamentale al quale la mozione dedica particolare attenzione è la necessità di demandare ad un organo giurisdizionale l’applicazione del provvedimento interdittivo,  che potrà avvenire solo  all’esito di un  processo e   con tutte le garanzie giurisdizionali previste a favore delle parti processuali, riservando all’autorità prefettizia solo la richiesta di applicazione della misura.
Il Giudice al quale demandare questo sindacato giurisdizionale non potrà che essere il Tribunale delle misure di prevenzione, organo giurisdizionale decisamente più attrezzato nell’affrontare tematiche di tal fatta (verifica dell’esistenza di  rischi di infiltrazione mafiosa) rispetto al Giudice amministrativo, al quale,  peraltro,   è oggi riservato, a mente dell’attuale normativa,  un sindacato  giurisdizionale debole.
Un ultimo e non meno  rilevante aspetto sul quale la mozione si sofferma è quello della necessità di salvaguardare la continuità  aziendale, prevedendo la contestuale nomina, in caso di applicazione della misura, di un amministratore giudiziario, evitando all’azienda riverberi  economici ed occupazionali.

 



Qui il testo della mozione