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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

società tra professionisti | 07 Novembre 2018

Società tra professionisti, maggioranza calcolata per teste e per quote

Possono iscriversi nella sezione speciale dell'Albo solo le società tra professionisti che presentano la maggioranza dei due terzi dei soci professionisti sia per quote che per teste.

(Tribunale di Treviso, sez. II Civile, decreto n. 3438/18; depositata il 20 settembre)

Il principio, già seguìto ed espresso dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, è stato ora confermato anche da un’ordinanza del Tribunale di Treviso chiamato ad esprimersi proprio su una decisione del CNDCEC con cui veniva rigettato un ricorso presentato a seguito della mancata iscrizione nella sezione speciale dell'albo di società tra professionisti prive del requisito della presenza dei 2/3 dei soci professionisti per teste.

 

I requisiti necessari. Alla vicenda dà risalto l’informativa n. 85 diramata il 4 novembre 2018 dal Consiglio Nazionale, che riporta parte della decisione del Tribunale: «nel merito deve essere confermata la decisione impugnata atteso che la società reclamante non possiede i requisiti prescritti dall'art. 10, comma 4, lett. b) della l. n. 183/2011, essendo la compagine sociale composta da un solo socio esercente la professione di dottore commercialista a fronte di ben 4 ulteriori soci non professionisti partecipanti alla società con finalità di investimento, (…) La lettera della legge è chiara nel prescrivere quale requisito delle società per l'iscrizione nella sezione speciale dell'albo professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di (…) che "in ogni caso il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci”. Il requisito della prevalenza dei soci professionisti sia nella partecipazione al capitale sociale che nel numero dei soci è prescritto dalla legge in via cumulativa senza possibilità di eccezione alcuna, stante la lettera della norma laddove statuisce che "in ogni caso" i soci professionisti devono sia possedere la maggioranza del capitale sociale che essere in numero tale da garantire la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni, a prescindere, quindi, dal metodo di voto (per quote o per teste)».

(Fonte: fiscopiu.it)

 



Qui l’informativa del CNDCEC del 5 novembre 2018, n. 85