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PROFESSIONE

congresso nazionale forense | 08 Ottobre 2018

Il rilievo costituzionale dell’avvocatura al XXXIV Congresso Nazionale Forense

Si è concluso il XXXIV Congresso Nazionale Forense di Catania che ha visto la partecipazione di 2000 avvocati di cui 600 delegati che hanno potuto far sentire la voce dell’avvocatura che reclama il riconoscimento costituzionale della figura dell’Avvocato.

«La celebrazione del XXXIV Congresso Nazionale Forense esprime la volontà dell’Avvocatura di riaffermare la propria funzione di essenziale tutela del sistema democratico tratteggiato nelle regole di equilibrata e civile convivenza, anche internazionale, dettate dai Padri costituenti». Così il Presidente del CNF, Andrea Mascherin, al Congresso Nazionale Forense svoltosi a Catania dal 4 al 6 ottobre.

 

Il rilievo costituzionale dell’Avvocatura. «Il tema centrale di questo congresso – ha sottolineato Gaetano Giuseppe Iacona, Consigliere nazionale delegato al XXXIV Congresso Nazionale Forense – è il riconoscimento del ruolo dell’avvocato in Costituzione. Il nostro Presidente Andrea Mascherin ha percorso in lungo e in largo l’Italia per illustrare questo progetto dell’Avvocatura. In ogni processo, come deve esserci un giudice imparziale, ci deve essere un avvocato la cui piena libertà e indipendenza devono essere sancite dalla Costituzione. Un tema che riguarda tutti i cittadini e che consentirebbe di rafforzare la libertà di ognuno».
I temi affrontati durante la tre giorni di Catania hanno spaziato dall’avvocato monocommittente e dalle società di capitali fra e/o con avvocati alla natura giuridica dell’Ordine forense e al nuovo codice di procedura civile, dalla revisione del regolamento congressuale alla revisione delle disposizioni fiscali in favore dei professionisti, anche con riguardo al sistema delle deducibilità, ed alla salvaguardia dell’effettività dei compensi dei professionisti e dei tempi del loro pagamento.
«Una delle cose che prospetteremo al Ministro Bonafede – ha affermato il Coordinatore dell’OCF, Antonio Rosa – è di non procedere nella compressione dei diritti dei cittadini nel processo civile e non proseguire ulteriormente nel taglio e nell’accentramento dei Tribunali. Fondamentale andare verso una specializzazione del Giudice di Pace e il potenziamento effettivo dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie».
«È fondamentale – ha ricordato, infine, il Presidente di Cassa Forense, Nunzio Luciano – che per aprire una stagione di riforme, come auspicano il CNF e l’OCF, ci sia una capacità di interlocuzione unitaria con il Governo e il Parlamento. Molti i temi in agenda, tra questo quello della fiscalità, quindi la tutela dell’autonomia e l’indipendenza della Casse previdenziali private dei professionisti. La Cassa Forense è in prima linea, non solo nella tutela degli avvocati, dal punto di vista previdenziale, ma anche nella promozione di un welfare attivo».