POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
mercoledì 21 ottobre 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

previdenza forense | 01 Giugno 2017

L’avvocato–giudice di pace non ha diritto alla rivalsa per il contributo previdenziale

di Fabio Valerini - Avvocato cassazionista, Dottore di ricerca nell'Università di Roma Tor Vergata

Le Sezioni Unite Civili intervengono sulla questione del compenso erogato dallo Stato al giudice di pace ribadendo che si tratta di una indennità erogata per lo svolgimento di una funzione onoraria e che deve essere assimilata a reddito da lavoro dipendente (e quindi non assoggettata al contributo del 4% alla Cassa forense).

(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 13721/17; depositata il 31 maggio)

In altri termini, come vedremo, la natura indennitaria del compenso per la pubblica funzione esclude che ci possa essere un qualche obbligo di natura previdenziale rilevante ai sensi dell’art. 38 Cost.: questo almeno sino ad oggi dal momento...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.