POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
martedì 20 ottobre 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

previdenza forense | 13 Novembre 2015

Cassa Forense e l’aumento del tetto pensionabile

di Paolo Rosa - Avvocato

Cassa Forense ha allo studio dell’apposita Commissione previdenza l’aumento del tetto pensionabile. Per il 2015 il tetto pensionabile è pari ad € 97.850,00 sui quali va versato il contributo soggettivo del 14%.  

 

Cassa Forense ha allo studio dell’apposita Commissione previdenza l’aumento del tetto pensionabile.
Per il 2015 il tetto pensionabile è pari ad € 97.850,00 sui quali va versato il contributo soggettivo del 14%.
Siffatta operazione, se approvata dal Comitato dei Delegati, avrebbe queste ricadute:
- aumento del debito pensionistico latente vigendo il sistema di calcolo retributivo corretto;
- aumento degli introiti da contributo soggettivo;
- diminuzione del contributo del 3% oltre il tetto che è determinante per gli equilibri di bilancio.
La situazione in termini di entrate contributive al 31.12.2014 dal bilancio di Cassa Forense è la seguente:
contributi soggettivi € 935.739.911,44;
contributi integrativi € 511.938.469,38;
contributi modulari € 3.572.481,00.

L’aumento del tetto pensionabile trova supporter in ASLAITALIA – Associazione Studi Legali Associati. L’eventuale aumento del tetto potrebbe essere interpretato come un favore a quel 10% dell’Avvocatura italiana che già detiene il 50% del PIL dell’intera Avvocatura.
La cosa davvero singolare è che quel 10% dell’Avvocatura italiana può oggi utilmente giovarsi della contribuzione modulare, che è facoltativa e organizzata con il criterio contributivo, ma forse è proprio questo che non si vuole, rincorrendo i benefici, alias privilegi, del retributivo.
In un recente articolo, a commento di una delle ultime sentenze della Suprema Corte, il Direttore Generale di Cassa Forense dott. Michele Proietti a proposito del cd. tetto pensionistico ha scritto che, in realtà, il tetto per il calcolo dell’aliquota contributiva ordinaria (14%) è presente da sempre nel sistema previdenziale forense e non è mai stato oggetto di modifica a seguito delle varie riforme succedutesi negli ultimi anni per garantire la sostenibilità di Cassa Forense.
Oggi c’è questa spinta all’aumento del tetto pensionabile. Detto aumento si tradurrebbe in un aumento della pressione fiscale, questa volta in danno degli avvocati ricchi, per finanziaria le pensioni retributive che in molto costituiscono dei privilegi.
La proposta, a mio giudizio, sarebbe meritevole di attenzione, se non vi fossero problemi di sostenibilità per Cassa Forense nel lungo periodo.
Aumentare il tetto significa aumentare le risorse di Cassa Forense per un discreto periodo ma non è detto che l’aumento della contribuzione soggettiva possa poi corrispondere ad un aumento della rendita pensionistica.
Chi pensa, versando + 14%, di poter fare affidamento in futuro su una pensione più consistente … rebus sic stantibus … rischia di gettare soldi alle ortiche dato che il sistema previdenziale forense non è ancora improntato a quella equità generazionale e intergenerazionale che tutti vorremmo così come lo è il sistema previdenziale danese o svedese.
Il problema reale non è la pressione fiscale ma i servizi che vengono resi con quella pressione fiscale.
Se i servizi sono efficienti allora la pressione fiscale, anche elevata, può restituire un valore superiore a quanto versato ma se l’aumento del tetto pensionabile e della corrispondente contribuzione soggettiva serve solo a far cassa, l’aumento del tetto pensionabile tradirebbe le aspettative di chi oggi lo sostiene con favore.
Il legislatore sprovveduto guarda all’aumento del tetto pensionabile che è stato recentemente apportato da INARCASSA.
Ed infatti in INARCASSA il tetto pensionabile era di € 87.700,00 del 2012 portato ad € 120.000,00 nel 2013 ed oggi, per via della rivalutazione ISTAT, pari ad € 121.600,00.
Ma un tanto è potuto avvenire senza ripercussioni sull’equilibrio economico – finanziario di lungo periodo perché INARCASSA a far tempo dal 2013 ha esercitato l’opzione al contributivo in pro rata.
Per contro Cassa Forense conserva il sistema di calcolo retributivo, sia pure corretto, con tutto quello che ne consegue come più sopra esplicitato.