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previdenza forense | 30 Ottobre 2015

Il bilancio tecnico di Cassa Forense

di Paolo Rosa - Avvocato

Entro la fine del corrente anno Cassa Forense dovrà predisporre il nuovo bilancio tecnico. Quello precedente è stato condotto sui dati al 31 dicembre 2011 ed era da considerarsi straordinario perché redatto per rispondere a quanto richiamato nel comma 24, dell’art. 24, del decreto Salva Italia con rinvio per la consegna del documento al 31 settembre 2012.

Le valutazioni sono state condotte seguendo le indicazioni riportate nelle comunicazioni del Ministero del Lavoro, rispettivamente n. 626, 8272 e 9675 avvenute nel corso del primo semestre 2012, per quanto attiene, tra l’altro, alle ipotesi da adottare relativamente alla consistenza numerica della popolazione attiva, allo sviluppo dei redditi e dei volumi di affari.
Il bilancio tecnico si concludeva affermando che durante l’intero cinquantennio oggetto delle valutazioni, la Cassa Forense dimostra di essere in condizioni di soddisfare quanto previsto dal comma 24, dell’art. 24 del decreto legge n. 201/2011.
Infine, giova ricordare, che le presenti valutazioni, riferendosi a periodi di tempo così lunghi, producono risultati da interpretarsi con estrema cautela, poiché l’andamento demografico ed economico della gestione si manifesterà nella misura descritta se, e solo se, le ipotesi demografiche e finanziarie poste a base delle elaborazioni troveranno integrale conferma nella realtà.

Scostamenti anche di modesta entità rispetto alle ipotesi fatte possono produrre forti differenze sui risultati. Orbene i dati odierni presentano, in relazione al reddito e al volume d’affari, scostamenti di rilevante entità.
Secondo le indicazioni del Consiglio Nazionale degli Attuari:
La redazione di un bilancio tecnico, generalmente finalizzato all’individuazione delle condizioni di equilibrio del Fondo, costituisce indubbiamente, per la sua complessità, la prestazione attuariale più impegnativa.
L’iter procedurale così si viene svolgendo:
Le valutazioni richieste dal bilancio tecnico necessitano, in linea di massima, dei seguenti passi operativi:
- predisposizione del piano di lavoro, definizione delle metodologie e dei programmi di calcolo;
- raccolta dei dati di base, analisi e controllo degli stessi;
- definizione del sistema di basi tecniche di natura demografica, economica e finanziaria;
- elaborazione delle previsioni;
- analisi dei risultati;
- analisi di sensitività (stress-testing);
- relazione conclusiva.
Non ci resta quindi che attendere la predisposizione del nuovo bilancio tecnico alla luce degli scostamenti rispetto alle ipotesi fatte nel precedente.
L’iscrizione di ufficio, ai sensi della legge n. 247/2012, di circa 50mila avvocati, proprio in forza del regolamento ex art. 21 approvato, non dovrebbe incidere granché sulla sostenibilità posto che il versamento della contribuzione minimale ivi prevista, se non regolarizzato negli anni successivi, porterà, per la valenza di 6 mesi ai fini dell’anzianità rispetto all’anno, alla pensione contributiva non integrata al trattamento minimo, pensione già regolamentata nell’impianto normativo di Cassa Forense.
Ritengo invece che una particolare attenzione dovrà essere dedicata all’andamento della patrimonializzazione.
Dalle considerazioni attuariali emerge che le criticità riscontrate nel precedente bilancio tecnico, redatto al 31 dicembre 2009 con proiezioni a 50 anni, appaiono ridimensionate, anche se permangono alcuni elementi di criticità nel lungo periodo.
Elementi di criticità che destano qualche preoccupazione, in considerazione del fatto che, in particolare per quanto attiene al patrimonio netto, le proiezioni contenute nel precedente bilancio tecnico, quello redatto con riferimento al 31 dicembre 2009, si sono rivelate piuttosto ottimistiche: quel bilancio tecnico infatti prevedeva per fine 2011 un patrimonio netto del 10% superiore a quello poi effettivamente conseguito (relazione Corte dei Conti del 26.05.2015, pag. 30).
Mi permetto di suggerire di tener conto di due tabelle che qui pubblico, una che riguarda l’aspettativa media di vita e la seconda l’andamento della svalutazione.

L’inflazione è un fattore particolarmente insidioso, in quanto diminuisce il potere d’acquisto nel tempo ed erode il rendimento reale dei risparmi e degli investimenti. Molti risparmiatori non riescono a valutare fino in fondo l’effettivo impatto. Secondo le attuali previsioni a lungo termine di Fisher Investments Italia, l’inflazione media in futuro sarà pari all’1,97%, anche se i tassi di inflazione reale in futuro potranno essere più alti o più bassi **. A questo tasso di inflazione, una persona che ha bisogno di € 50.000 (in euro del 2014) per coprire le proprie spese di vita ogni anno, avrebbe bisogno di circa € 74.000 tra 20 anni e di circa € 89.000 tra 30 anni, soltanto per mantenere lo stesso potere d’acquisto. Allo stesso modo, € 500.000 messi oggi sotto il materasso tra 30 anni varranno soltanto € 278.728 in euro del 2014.