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PROFESSIONE

giustizia | 14 Giugno 2013

CNF-CSM: avvocati e magistrati collaborano per promuovere la formazione comune e per una giustizia più efficiente

Il 13 giugno 2013 si è tenuto a Roma il convegno «Una rinnovata collaborazione tra magistratura e avvocatura nel quadro europeo», organizzato dal Consiglio Nazionale Forense, dal Consiglio Superiore della Magistratura e dal Consiglio Consultivo dei Giudici Europei. La collaborazione è finalizzata alla formazione comune e a promuovere la migliore efficienza dell’amministrazione della giustizia.

Avocati e magistrati insieme per migliorare l’efficienza dell’amministrazione della giustizia. Il Convegno «Una rinnovata collaborazione tra magistratura e avvocatura nel quadro europeo», organizzato dal Consiglio Nazionale Forense, dal Consiglio Superiore della Magistratura e dal Consiglio Consultivo dei Giudici Europei, tenutosi il 13 giugno a Roma, si è aperto con le parole del presidente del CNF Guido Alpa: «La collaborazione tra avvocatura e magistratura è necessaria per promuovere la migliore efficienza dell’amministrazione della giustizia; ma per gli avvocati significa anche poter valorizzare la propria responsabilità sociale verso la tutela dei diritti fondamentali».
Si è trattato di un confronto molto approfondito tra i rappresentanti del CNF e del CSM sulle possibili modalità per rafforzare la collaborazione istituzionale e professionale nelle due professioni giuridiche, entrambe soggetti della giurisdizione.
Formazione comune per avvocati e magistrati. Per i relatori del convegno, «il primo passo è quello di valorizzare la formazione comune tra giudici e avvocati che, sempre evocata, stenta ancora a trovare luoghi e programmazioni condivisi di ampio respiro.
Anche il vice presidente del CSM Vietti ha sottolineato come «avvocatura e magistratura condividano le stesse esigenze di indipendenza, lealtà, rispetto del segreto professionale, diligenza, competenza professionale: fondamenti su cui si sviluppa l’impegno comune». Tra i temi citati da Vietti ci sono la responsabilità civile dei giudici, la mediazione e l’accesso alla professione forense.
Servirebbe una modifica legislativa. Ettore Tacchini, consigliere coordinatore del gruppo di lavoro Consigli giudiziari del CNF, ha affermato che «occorrerebbe una modifica legislativa per rafforzare l’apporto che l’avvocatura può dare in questi organismi, perché negli ambiti più sensibili gli avvocati non hanno competenza».
Autonomia e indipendenza. Anche il presidente del Consiglio consultivo dei giudici europei, Gerhard Reissner, ha preso la parola, sottolineando i passaggi che il Consiglio d’Europa ha compiuto per il riconoscimento delle qualità comuni delle due professioni, «entrambe dedite allo stato di diritto a vantaggio dei cittadini: l’autonomia e l’indipendenza».
Inoltre, nel corso del convegno sono intervenuti Bart Val Lierop, vicepresidente del Consiglio consultivo; i consiglieri CSM Paolo Auriemma, Guido Calvi, Paolo Corder, Riccardo Funzio, Bartolomeo Romano e Francesco Cassano; il consigliere del CNF e vicepresidente della Scuola superiore dell’avvocatura Alarico Mariani Marini e David Cerri, della Scuola superiore.