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PROFESSIONE

Previdenza forense | 12 Aprile 2013

Valore attuale e funding ratio: la tecnica ALM e Cassa Forense

di Paolo Rosa - Avvocato

  Sotto la mia presidenza, Cassa Forense, prima fra tutte le Casse di previdenza dei professionisti, ha introdotto la tecnica ALM – Asset liability management. La caratteristica peculiare di Cassa Forense è la gestione del patrimonio finalizzato, in particolare, all’erogazione delle prestazioni previdenziali.

 

L’obiettivo della gestione del patrimonio non può essere identificato con la massimizzazione del rendimento per una data misura di volatilità accettabile (tipica della gestione di patrimoni personali) ma è necessariamente da ricercarsi nella capacità di fare fronte, nel medio – lungo termine, alle prestazioni minimizzando i rischi di insolvenza.
I Ministeri vigilanti nel febbraio 2011 si sono espressi favorevolmente su questo tema emanando una direttiva ministeriale che richiama la necessità di:
 

definire, nella valutazione delle operazioni di investimento/disinvestimento, linee guida per l’individuazione e l’utilizzo sistematico e trasparente di un’analisi del rischio

>>> 

Adottare, nell’ambito dei piani di allocazione, modelli di gestione degli investimenti e del patrimonio integrati con la struttura del passivo

Controllo del rischio

ALM


(Fonte: L’attuazione pratica della normativa ALM, Prometeia Advisor Sim, Roma 15.03.2012)
Per capire bene il meccanismo dobbiamo aver chiari alcuni concetti.
Il valore attuale e il funding ratio. Il valore attuale delle passività (per Cassa Forense non inferiore a 25 miliardi) oggi equivale all’ammontare di patrimonio di cui Cassa Forense dovrebbe disporre per poter sostenere i pagamenti che dovranno essere effettuati in futuro.
Il funding ratio è calcolato rapportando il valore di mercato del patrimonio al valore attuale delle passività maturate (5,2 miliardi di patrimonio rapportato a non meno di 25 miliardi di debito previdenziale).
Un rapporto maggiore di uno indica che abbiamo un surplus di patrimonio.
Un rapporto minore di uno indica che abbiamo un deficit di patrimonio.
La situazione di Cassa Forense è evidentemente di deficit di patrimonio. L’analisi dettagliata delle passività attuali e prospettiche dello schema previdenziale ha come presupposto la coerenza con le indicazioni risultanti dal bilancio tecnico.
È evidente che, com’è avvenuto per Cassa Forense, se il bilancio tecnico proietta non i dati reali quanto a reddito, volume d’affari, rendimento reale del patrimonio bensì i dati attesi si crea uno scollamento tra la realtà reale e quella prospettica.
Per questo la tecnica ALM consente di monitorare lo stato di salute attuale e prospettico di Cassa Forense attraverso l’indicatore di capitalizzazione qual è il funding ratio che rappresenta, come già si è detto più sopra, il rapporto fra il valore di mercato dell’attivo e il valore attuale delle passività di Cassa Forense.
Proseguendo il ragionamento che ho già iniziato nell’articolo “Cassa forense e il libro dei sogni”, ribadisco che il confronto tra il bilancio di previsione per l’esercizio 2013 e il bilancio tecnico attuariale elaborato dal dott. Coppini sulla base della situazione demografica ed economica presente alla data del 31 dicembre 2011 dimostra, se vogliamo dar credito ai dati reali piuttosto che a quelli attesi, che la sostenibilità per 50 anni è una chimera.
Ed infatti le entrate contributive riportate nel bilancio di previsione evidenziano valori inferiori rispetto a quanto riportato nel bilancio tecnico, fenomeno imputabile alla accelerata contrazione dei proventi professionali che si traduce in una continua flessione del dato reddituale medio.
Per contro le prestazioni previdenziali e assistenziali, rispetto alla previsione assestata del 2012, sono in aumento nel preventivo 2013 del 3,31% così come gli interessi e proventi finanziari diversi nel bilancio di previsione 2013 rispetto all’assestato 2013 sono in calo del 9,12%.
Ancorché le ultime riforme abbiano aumentato il funding ratio rimane una evidente sottopatrimonializzazione che imporrà a breve, permanendo nel sistema di calcolo retributivo, nuovi interventi diretti ad aumentare la contribuzione da un lato e ridurre le prestazioni pensionistiche dall’altro.
L’11 gennaio 2013 il CdA di Cassa Forense, seguendo l’esempio virtuoso dell’ENPAM (Medici), ha approvato le norme per l’accesso agli atti amministrativi qui leggibili nell’allegato.
Ci auguriamo che tutti gli indicatori di sostenibilità, come ad esempio il report ALM e le relative delibere, siano pubblicate direttamente sul sito di Cassa Forense per offrire, con trasparenza, il quadro reale della situazione.