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Previdenza forense | 13 Luglio 2012

Cassa Forense non sa guardare al futuro. Ma il legislatore, per fortuna, sì!

di Paolo Rosa - Avvocato

L’undicesima Commissione Permanente (lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati, in esito ai lavori del Comitato ristretto, ha elaborato un nuovo testo unificato dei progetti di legge n. 2715 e 3525. La Commissione, nella riunione del 30 maggio 2012, ha deliberato di adottare un nuovo testo unificato come testo base dd. 4 luglio 2012 per il seguito dell’esame in sede referente.

 

Mentre Cassa Forense si è arroccata nella difesa del sistema di calcolo retributivo, il Parlamento italiano guarda avanti e ha elaborato disposizioni concernenti la disciplina degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e di assistenza.
Lo Statuto ribadisce la previsione di cui all’art. 24, comma 24, l. n. 214/2011 prevedendo che le Casse private di previdenza dei liberi professionisti adottino, nell’esercizio della loro autonomia gestionale, entro il 30 settembre 2012, misure volte ad assicurare l’equilibrio fra entrate contributive, rendimenti netti dei patrimoni e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti a un arco temporale di 50 anni; ai fini dell’equilibrio, in casi eccezionali, previa autorizzazione dei Ministeri vigilanti, possono essere calcolati anche i patrimoni, nella misura massima del 50% del loro valore complessivo.
Ai fini del raggiungimento dell’equilibrio di cui al periodo precedente, gli Enti stessi e le forme gestorie provvedono all’aggiornamento sistematico dei coefficienti di trasformazione rispetto all’evoluzione delle aspettative di vita, tenendo conto della specificità della popolazione iscritta a ciascuna gestione.
E questo perché la nuova norma prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2013, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità, erogata dagli enti e dalle forme gestorie, dovrà in ogni caso essere calcolata secondo il sistema contributivo.
La proposta introduce vantaggi dal punto di vista della fiscalità e ulteriori vantaggi sia per le Casse che stipulino tra loro accordi di tipo consortile finalizzati al perseguimento di una maggiore efficienza gestionale sia per le Casse che si unifichino.
L’art. 5 prevede che alle Casse private di previdenza si applichi il regime tributario di cui all’art. 17, d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 che riguarda il regime tributario delle forme pensionistiche complementari. Il che significa che le Casse private di previdenza saranno soggette ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell’11%, che si applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo di imposta.
È prevista la costituzione di un fondo di garanzia al fine di assicurare la stabilità finanziaria delle associazioni e delle fondazioni nell’interesse degli iscritti. Al fine di assicurare trattamenti pensionistici maggiormente adeguati gli enti possono adottare variazioni in aumento di carattere permanente delle aliquote contributive, attraverso l’incremento dell’aliquota soggettiva e dell’aliquota integrativa. Il progetto prevede che la percentuale di contributo integrativo eccedente la misura del 2% possa essere utilizzata dagli enti per finalità previdenziali e assistenziali, tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni, mantenendo, in ogni caso, separata, nell’ambito degli interventi redistributivi, la funzione di previdenza rispetto a quella di assistenza.
Il progetto prevede poi la redazione di due distinte sezioni nell’ambito dell’elenco ISTAT, la prima riservata agli enti pubblici, ai quali sono indirizzate le disposizioni in materia di finanza pubblica e la seconda concernente gli altri enti di previdenza e assistenza e cioè le Casse private di previdenza dei professionisti. In definitiva il progetto di legge, che ha concluso il suo iter in commissione e ora attende il via libera dalle altre commissioni competenti, raggiunge questi obiettivi:
- porta tutte le Casse al sistema di calcolo contributivo della pensione;
- incentiva tra le Casse sia accordi di tipo consortile sia processi di unificazione attraverso trattamenti fiscali di miglior favore.
Mentre la Cassa degli Ingegneri e degli Architetti sta sfruttando l’autonomia per regolamentarsi un sistema contributivo ritagliato sulla propria specificità, Cassa Forense, attraverso l’intervento di ieri su Italia Oggi, pag. 36, del suo Presidente, sostiene che la riforma entrata in vigore nel 2010 consentirà a un avvocato neoiscritto alla Cassa, in base al livello odierno di contribuzione, di poter finanziare interamente la sua pensione senza generare debito a carico della categoria con ciò ritenendo che oggi non c’è bisogno di approvare un’ennesima riforma che potrebbe portare soltanto a una ingiustificata incertezza sulla stabilità del sistema e sulla solidità della gestione.
In queste condizioni, per il Presidente di Cassa Forense, si profila raggiungibile l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio a 50 anni fissato nella legge Salva Italia e a tal fine sono in corso di approvazione da parte del Comitato una serie di misure parametriche che avvicinano molto l’attuale sistema di calcolo della pensione a quello contributivo, tenendo conto della specificità dei dati propri della categoria.
Riteniamo che ‘Minosse’ non abbia aiutato la concentrazione! La recente determinazione n. 61/2012 della Corte dei Conti ha invitato Cassa Forense sia a procedere ad un aggiornamento dei criteri per la definizione delle ‘perdite durevoli di valore’ sul portafoglio immobilizzato sia ad intervenire stante la incapacità della riforma del 2010 di traguardare il saldo previdenziale positivo a 50 anni.
Come abbiamo già commentato le misure parametriche allo studio del Comitato dei Delegati sono solo dei pannicelli caldi assolutamente inadeguati a raggiungere il saldo previdenziale positivo per i 50 anni richiesti dalla legge 214/2011 così come appare soltanto un maldestro bilancio tecnico quello che, per far tornare i conti, proietta l’aumento del contributo integrativo dal 2 al 4% per 50 anni quando, detto aumento, è stato assentito solo fino al 2015!
Per fortuna che Minosse si è fatto sentire a Bari ma un pò meno a Roma!