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PROFESSIONE

previdenza forense | 04 Luglio 2012

Gestione finanziaria di Cassa Forense per gli esercizi 2009 e 2010: ecco la relazione della Corte Conti

di Paolo Rosa - Avvocato

  È stata pubblicata la relazione n. 61/2012 della Corte dei Conti, che evidenzia come Cassa Forense, con una serie di provvedimenti del 2006 e 2007 e con i provvedimenti più incisivi del 2009, abbia avviato una vera e propria riforma previdenziale volta, attraverso misure sia dal lato delle contribuzioni che da quello delle prestazioni, a migliorare l’equilibrio della gestione nel medio e lungo periodo.  

 

 

I risultati conseguiti con la riforma sono messi in evidenza dai cambiamenti intervenuti nell’ultimo bilancio tecnico, quello relativo a fine 2009, rispetto al precedente relativo a fine 2006.
Obiettivo: una stabilità cinquantennale. Tuttavia, la data nella quale il saldo previdenziale è previsto divenga negativo, pur passando dall’anno 2030 del precedente bilancio tecnico all’anno 2036 del nuovo, rimane entro un orizzonte temporale decisamente troppo breve per un ente previdenziale; così pure il saldo totale della gestione diviene negativo a partire dal 2040 (in precedenza si prevedeva 2034) e il patrimonio diviene negativo a partire dal 2057 (in precedenza 2046).
Nonostante quindi l’impegno dimostrato dalla Cassa non è stato ancora conseguito l’obiettivo di assicurare un equilibrio della gestione in una prospettiva cinquantennale come previsto dalle disposizioni vigenti.
Come abbiamo già scritto le riforme parametriche presentate dalla Commissione Previdenza al Comitato dei Delegati e discusse nella riunione del 29 giugno 2012, sono del tutto insoddisfacenti per traguardare l’obiettivo della stabilità cinquantennale.
Si impone allora, come ha già fatto INARCASSA che ha una struttura e ordinamento sovrapponibile a quello di Cassa Forense, l’opzione al sistema di calcolo contributivo da modellarsi, in forza dell’autonomia normativa, sulla specificità di Cassa Forense.
Le osservazioni della Corte Conti. La relazione della Corte dei Conti, pur dando atto dei risultati soddisfacenti delle gestioni del 2009 e 2010, sottolinea alcuni aspetti più specifici della gestione osservando che:
- emerge una difficoltà della fase della riscossione dei crediti da parte della Cassa, il che richiede una rinnovata attenzione al problema e la predisposizione di adeguate soluzioni organizzative;
- nonostante un asset allocation degli investimenti finanziari improntato e criteri prudenziali, la Cassa ha imputato al conto economico minus valenze (al netto delle riprese di valore) sul portafoglio circolante per 164 milioni di Euro nel 2009 e 118 milioni di Euro nel 2010; il che porta il rendimento netto delle attività finanziarie su livelli decisamente contenuti che ovviamente risentono delle fase di forti turbolenze attraversate dai mercati finanziari negli anni di riferimento ma che debbono tuttavia indurre la Cassa ad atteggiamenti vie più prudenti nella gestione del risparmio previdenziale ad esso affidato;
- le azioni incluse nel portafoglio immobilizzato presentano rilevanti e persistenti minus valenze potenziali (al netto delle plus valenze potenziali e ai prezzi medi dell’ultimo mese dell’anno, circa 62 milioni a fine 2009 e circa 97 milioni a fine 2010); la Cassa, in applicazione di una deliberazione del Comitato dei Delegati, risalente al 2004, ha ritenuto che non ricorressero le condizioni per quella perdita durevole di valore dalla quale i principi contabili internazionali, cui la Cassa stessa fa riferimento, fanno discendere alla necessità di procedere alla svalutazione dei titoli immobilizzati; al riguardo questa Corte invita la Cassa a valutare l’opportunità di procedere ad un aggiornamento dei criteri per la definizione delle «perdite durevoli di valore» sul portafoglio immobilizzato al ricorrere delle quali occorrerà svalutare il portafoglio immobilizzato, così come suggerito dal Collegio sindacale nella sua relazione di bilancio 2010.
Casse sinergiche. Anche su questo fronte, è mio convinzione, che l’avvio quantomeno di sinergie con le altre Casse porterebbe da un lato a migliorare il rendimento della gestione finanziaria e dall’altro anche a notevoli risparmi di spesa.