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previdenza | 06 Marzo 2012

Cassa forense pensa di modificare anche il regolamento per l’elezione del Comitato dei Delegati

di Paolo Rosa - Avvocato

La Commissione statuto e regolamenti del precedente Comitato dei Delegati aveva rassegnato il progetto di riforma del regolamento per l’elezione del Comitato dei Delegati e il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 3 luglio 2008, aveva predisposto la bozza finale con gli emendamenti presentati. Dopo una giornata di discussione quel progetto fu accantonato per tempi migliori. Ora, la Commissione regolamenti lo ha ripreso in mano, migliorandolo per precisione e chiarezza.

 

La Commissione regolamenti ha evidenziato che il numero (80) dei delegati che compongono il Comitato è previsto dallo Statuto e che quindi appare inutilmente ridondante la ripetizione della medesima previsione anche nel regolamento elettorale lasciando ogni discussione sull’eventuale opportunità di variare il numero dei delegati ad altra sede, competente per l’esame delle norme statutarie.
Ho già affrontato questo tema nel precedente mio intervento sostenendo che modificare lo Statuto senza ridurre adeguatamente il numero dei delegati sarebbe ... un’occasione perduta.
La bozza del nuovo regolamento elettorale mantiene l’attuale impianto per la distruzione dei delegati sul territorio facendo coincidere i Collegi elettorali con i distretti di Corte di Appello attribuendo almeno un delegato a ogni Collegio elettorale così  da garantire una rappresentanza minima a ogni distretto.
L’attuale bozza prevede però che indipendentemente dal numero degli iscritti, a un Collegio non possa essere assegnato un numero di delegati superiore a dodici e questo al fine di evitare un’eccesiva concentrazione di delegati nei distretti di Corte di Appello a più alto numero di iscritti, è facile pensare ai distretti di Roma e di Milano.
Viene confermata la durata in carica per quattro anni del Comitato dei Delegati ma la bozza di regolamento prevede la fissazione di una data certa per l’inizio e la scadenza del mandato del Comitato (decorrenza dal 1° gennaio successivo alla scadenza del precedente comitato con scadenza al 31 dicembre del quarto anno del mandato con insediamento del nuovo entro il 20 gennaio successivo) allo scopo di evitare che il protrarsi di un precedente mandato comporti uno slittamento del rinnovo delle cariche, che potrebbe aumentare di anno in anno, interferendo con le scadenze annuali di presentazione e approvazione dei bilanci.
La Commissione regolamenti propone poi una revisione delle norme che disciplinano le operazioni e il calendario elettorale, per renderle più chiare e omogenee e per favorire un percorso elettorale più ordinato secondo il seguente schema.
L’elettorato attivo e passivo; l’assegnazione dei seggi a ciascuna lista. Questo il testo proposto dell’articolo 3:
«1. Il Comitato dei Delegati è eletto a suffragio diretto sulla base di liste concorrenti.
2. Hanno diritto di elettorato attivo gli iscritti alla Cassa e almeno ad un albo al giorno precedente a quello di indizione delle elezioni. Gli avvocati iscritti esclusivamente nell’albo dei patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori sono iscritti nell’elenco degli elettori dell’ordine del luogo del domicilio professionale.
3. Hanno diritto di elettorato passivo gli elettori in possesso dei requisiti di cui all’art. 13 dello Statuto.
4. Il numero dei candidati di ogni lista non può essere superiore a quello dei delegati eleggibili nel collegio, maggiorato di una unità. Nessuno può essere candidato in più di una lista, né in un collegio elettorale diverso da quello nel quale è compreso l’albo di appartenenza o il domicilio professionale degli avvocati iscritti esclusivamente nell’albo dei patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori.
5. Il riparto dei seggi tra le liste di ogni collegio avviene con le seguenti modalità:
a) la somma dei voti validi riportati da ciascuna lista in tutto il collegio elettorale viene divisa per 1, 2, 3, 4 e via di seguito sino a concorrenza del numero dei delegati da eleggere;
b) tra i quozienti così ottenuti, disposti in ordine decrescente, vengono individuati i più alti in numero pari a quello dei delegati spettanti al Collegio;
c) ad ogni lista sono attribuiti tanti delegati quanti sono i quozienti che le appartengono;
i seggi spettanti a ciascuna lista sono assegnati ai candidati nell’ordine risultante dalla stessa;
d) se due o più liste riportano parità di quozienti, la priorità in graduatoria è attribuita al candidato della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti nel collegio, oppure, in via gradata, al candidato con maggiore anzianità di iscrizione alla Cassa, o con maggiore anzianità di iscrizione all’albo, o di più giovane età anagrafica;
e) se ad una lista spettano più seggi di quanti sono i candidati, i seggi eccedenti sono distribuiti tra le altre liste del collegio secondo l’ordine dei quozienti».
L’indizione delle elezioni. Questo il testo proposto dell’articolo 4:
«1. Entro il 15 marzo dell’anno in cui scade il mandato del Comitato dei Delegati il Presidente della Cassa indice le elezioni e ne dà contestuale comunicazione al Consiglio di Amministrazione, il quale provvede immediatamente alla determinazione del “numero base” e dei seggi attribuiti ad ogni collegio, secondo quanto previsto dall’art. 1.
2. Entro cinque giorni dalla indizione delle elezioni il Presidente della Cassa, con missiva inviata a mezzo posta elettronica certificata, o via fax, oppure con altro mezzo idoneo:
a) ne dà comunicazione a tutti gli Ordini affinché costituiscano le Commissioni Elettorali Circondariali con le modalità e nei termini previsti dagli artt. 5 e 7;
b) ne dà comunicazione al Consiglio Nazionale Forense e al Ministero della Giustizia affinché designino i membri di loro competenza della Commissione Elettorale Centrale, nel termine di cui all’art. 8;
c) trasmette ad ogni Ordine l’elenco definitivo degli iscritti alla Cassa aventi diritto al voto appartenenti al Collegio, raggruppati per Ordine circondariale;
d) comunica il numero dei delegati spettanti ad ogni Collegio, come determinato dal Consiglio di Amministrazione;
e) fissa le operazioni di voto per tutti i circondari entro il mese di ottobre, in quattro giorni tra mercoledì e sabato, indicando l’orario di chiusura delle votazioni, e mandando ad ogni Commissione Elettorale Circondariale di regolare l’orario delle operazioni ai sensi dell’art. 5 co. 2».
Le Commissioni Elettorali Circondariali. Questo il testo proposto dell’articolo 5:
«1. Entro cinque giorni dalla comunicazione della indizione delle elezioni, ogni Consiglio dell’Ordine costituisce la Commissione Elettorale Circondariale, designandone il Presidente, quattro membri effettivi e due membri supplenti, scelti tra gli elettori appartenenti all’Ordine, con facoltà per gli Ordini con più di tremila iscritti alla Cassa di designare un maggior numero di commissari e di formare sottocommissioni.
2. La Commissione Elettorale Circondariale fissa la sede e l’orario della votazione, fermo l’orario di chiusura fissato dal Presidente della Cassa; entro il 30 aprile affigge all’Albo dell’Ordine e presso tutti gli uffici giudiziari del circondario il manifesto con l’indicazione delle modalità e dei termini per la presentazione delle liste, nonché del luogo, dei giorni e dell’orario di svolgimento della votazione; ed entro il 31 luglio affigge il manifesto contenente le liste elettorali ammesse.
3. Ogni Consiglio dell’Ordine adotta a propria cura e spese ulteriori forme di pubblicità, anche a mezzo posta elettronica o pubblicazione sul sito web  dell’Ordine.
4. La Commissione Elettorale Circondariale si avvale della segreteria del Consiglio dell’Ordine che l’ha costituita».
La Commissione Elettorale Distrettuale. Questo il testo proposto dell’articolo 6:
«1. La Commissione Elettorale Circondariale costituita presso il Consiglio dell’Ordine del capoluogo del distretto esercita anche le funzioni di Commissione Elettorale Distrettuale e provvede agli adempimenti di cui all'art. 9 del presente Regolamento.
2. La segreteria dell’Ordine funge anche da segreteria della Commissione Elettorale Distrettuale».
La Commissione Elettorale d’Appello. Questo il testo proposto dell’articolo 7:
«1. La Commissione Elettorale d'Appello è costituita presso il Consiglio dell’Ordine del capoluogo del distretto ed è composta da cinque membri designati tra gli elettori del distretto dai Presidenti degli Ordini appartenenti al collegio elettorale all’uopo riuniti, anche in conferenza telematica o telefonica, entro quindici giorni dalla indizione delle elezioni.
2. Essa è presieduta dal componente con maggiore anzianità di iscrizione alla Cassa o, in caso di parità, di iscrizione all’Albo, o con maggiore anzianità anagrafica.
3. La Commissione Elettorale d'Appello decide sui reclami di cui all'art. 10 del presente Regolamento».
La Commissione Elettorale Centrale. Questo il testo proposto dell’articolo 8:
«1. La Commissione Elettorale Centrale è costituita dal Presidente della Cassa di Previdenza Forense presso la sede della Cassa.
2. Essa è composta da cinque avvocati iscritti alla Cassa con anzianità non inferiore a quindici anni ed in possesso dei requisiti di eleggibilità.
3. Due componenti sono nominati dal Consiglio di Amministrazione della Cassa, due dal Consiglio Nazionale Forense ed uno dal Ministro della Giustizia.
4. La nomina deve essere fatta pervenire - anche con modalità telematica – al Presidente della Cassa entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al precedente art. 4 co. 2 lett. b).
5. La Commissione Elettorale Centrale provvede alla proclamazione degli eletti ai sensi dell’art. 12 del presente Regolamento e decide sui reclami di cui all’art. 13».
Le liste dei candidati. Questo il testo proposto dell’articolo 9:
«1. Le liste dei candidati con le firme di presentazione sono depositate in originale, a pena di irricevibilità, presso la Commissione Elettorale Distrettuale entro le ore 12 del trenta giugno successivo alla data di indizione delle elezioni.
2. I candidati sottoscrivono la lista per accettazione e contestualmente dichiarano di essere in possesso dei requisiti di eleggibilità previsti dall’art. 13 dello Statuto.
3. La lista può essere distinta con un motto ed è presentata da un iscritto alla Cassa e ad un Albo del collegio, anche se candidato, il quale indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Ha facoltà di presentare la lista anche un avvocato iscritto esclusivamente nell’albo dei patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori, che ha fissato il domicilio professionale nel territorio del collegio elettorale.
4. La lista è sottoscritta, oltre che dal presentatore, da almeno altri 100 iscritti alla Cassa appartenenti al collegio elettorale e non candidati, se il collegio ha un numero di elettori non superiore a 3.000; o da 150 iscritti se superiore. Ogni iscritto può sottoscrivere soltanto una lista.
5. Le sottoscrizioni sono autenticate dal Presidente o dal consigliere Segretario dell’Ordine di appartenenza o da uno o più Consiglieri dell’Ordine delegati dal Presidente. Le autenticazioni delle sottoscrizioni possono essere sostituite dalla allegazione di fotocopia di documento di identità del sottoscrittore, ai sensi dell’art. 38 co. 3 DPR 28.12.2000 n. 445.
6. La Commissione Elettorale Distrettuale numera le liste secondo l’ordine in cui sono state depositate, verificando la regolarità e la tempestività della presentazione.
Entro il terzo giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito delle liste, la Commissione Elettorale Distrettuale delibera sulla loro ammissione od esclusione, ed entro il giorno successivo comunica il relativo provvedimento in via telematica alle Commissioni Elettorali Circondariali ed ai presentatori delle liste, all’indirizzo di posta elettronica certificata dagli stessi indicato.
7. Il Presidente della Commissione Elettorale Circondariale dispone l’affissione di copia integrale del provvedimento all’Albo dell’Ordine entro il giorno successivo al ricevimento, annotando sul documento la data dell’affissione.
8. La Commissione Elettorale Distrettuale provvede immediatamente alla stampa del manifesto contenente tutte le liste ammesse secondo il numero d’ordine, l’eventuale motto ed i nomi e cognomi dei candidati, e lo trasmette alle Commissioni Elettorali Circondariali del distretto per le incombenze previste dall’art. 5 co. 2».
I reclami prima delle votazioni. Questo il testo proposto dell’articolo 10:
«1. Contro le operazioni ed i provvedimenti delle Commissioni Elettorali Circondariali e della Commissione Elettorale Distrettuale ogni elettore del collegio può proporre reclamo alla Commissione Elettorale di Appello entro dieci giorni dalla affissione della delibera di ammissione o esclusione delle liste.
2. A pena di inammissibilità il reclamante deve depositare contestualmente al reclamo la prova della avvenuta comunicazione dello stesso ai presentatori di tutte le liste, i quali hanno facoltà di depositare presso la Commissione Elettorale d'Appello memorie difensive ed eventuali documenti entro il terzo giorno successivo
alla data di comunicazione, a pena di irricevibilità. Ogni deposito può avvenire con posta elettronica certificata, salvo che la Commissione ritenga indispensabile acquisire l’originale cartaceo.
3. La Commissione Elettorale di Appello decide, senza formalità di procedura ma con obbligo di motivazione, entro cinque giorni dal deposito del reclamo, e comunica immediatamente – anche in via telematica - il provvedimento al reclamante, alla Commissione elettorale che ha emesso il provvedimento impugnato, ed agli intervenuti ai sensi del comma precedente».
Le votazioni. Questo il testo proposto dell’articolo 11:
«1. Le Commissioni Elettorali Circondariali ricevono dalla Cassa le schede di votazione in formato cartaceo e ne curano la custodia. In tempo utile provvedono ad allestire il seggio elettorale e ad affiggere il manifesto ricevuto dalla Commissione Elettorale Distrettuale all’esterno ed all’interno delle sale di votazione.
2. Il voto è segreto ed è espresso personalmente dall’elettore nella sezione elettorale costituita presso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, su schede elettorali fornite dalla Cassa e vidimate da almeno un membro della Commissione Elettorale, in forma tale da non consentire la riconoscibilità del voto.
3. Ogni votante deve essere registrato nell’elenco degli elettori fornito dalla Cassa a ciascun Consiglio dell’Ordine. E’ ammesso soltanto il voto di lista, che può essere espresso anche con indicazione del numero o del motto, ovvero del nome di uno o più candidati della lista che si intende votare.
4. Le Commissioni Elettorali Circondariali, previa verifica della corrispondenza del numero delle schede con quello dei votanti, iniziano le operazioni di spoglio  immediatamente dopo la chiusura dei seggi elettorali e le concludono entro 48 ore.
5. Dello spoglio è redatto verbale in duplice originale, sottoscritto dai componenti della Commissione Elettorale.
6. Un originale del verbale è conservato dal Consiglio dell’Ordine – insieme con gli atti, la lista di votazione e le schede – per il periodo di un anno. L’altro originale è spedito a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, entro 48 ore dalla sua redazione, alla Commissione Elettorale Centrale.
7. Anche in alternativa al sistema di voto cartaceo, il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha facoltà di adottare il sistema di voto elettronico con modalità che garantiscano l’osservanza dei principi di unicità, libertà, segretezza e sicurezza del voto».
La proclamazione degli eletti. Questo il testo proposto dell’articolo 12:
«1. Accertati i risultati del voto, la Commissione Elettorale Centrale assegna i seggi ai sensi dell’art. 3 co. 5 del presente Regolamento; verifica per ciascuno degli eletti la sussistenza dei requisiti di eleggibilità, acquisendo le attestazioni di cui all’art. 9 co. 2 del Regolamento generale; procede alla proclamazione degli eletti e ne cura la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica entro quaranta giorni dalla chiusura dei seggi, dandone contestuale comunicazione alla Cassa ed al Consiglio Nazionale Forense.
2. La Cassa informa gli eletti e gli Ordini dell’esito delle elezioni».
I reclami. Questo il testo proposto dell’articolo 13:
«1. Nel termine di dieci giorni dalla pubblicazione della proclamazione degli eletti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, ogni elettore del distretto può proporre reclamo alla Commissione Elettorale Centrale contro le operazioni elettorali e la proclamazione degli eletti del proprio distretto. Il reclamo, a pena di inammissibilità, è inviato alla Commissione Elettorale Centrale a mezzo posta raccomandata o posta elettronica certificata spedita entro il termine previsto.
2. Unitamente al reclamo, a pena di inammissibilità, è depositata la prova della comunicazione dello stesso - anche in via telematica - almeno ad uno dei controinteressati ai quali l’atto reclamato direttamente si riferisce, con avvertimento della facoltà di depositare memorie nel termine di giorni dieci, a pena di irricevibilità, con le medesime modalità di trasmissione.
3. La Commissione Elettorale Centrale ammette la verifica delle schede solo in caso di reclamo specificamente motivato, con facoltà di delegare le operazioni alla Commissione Elettorale Circondariale competente per territorio.
4. La Commissione Elettorale Centrale decide, senza formalità di procedure ma con obbligo di motivazione, entro quindici giorni dal deposito del reclamo e - anche in via telematica - comunica immediatamente il provvedimento al reclamante, alle parti che hanno partecipato al contraddittorio e al Presidente della Cassa.
5. Le operazioni di voto svolte presso un Ordine ed annullate dalla Commissione non sono ripetute se i voti degli elettori di tale Ordine non possono influire sui risultati complessivi del collegio elettorale.
6. In caso diverso, il Presidente della Cassa fissa un termine entro il quale l’Ordine deve ripetere le operazioni di voto. Il Comitato dei Delegati è comunque insediato e svolge le sue funzioni senza la partecipazione dei delegati la cui elezione è stata annullata.
7. Il mandato dei delegati eletti nelle elezioni ripetute scade contestualmente a quello dell’intero Comitato dei Delegati».
Le incompatibilità. Questo il testo proposto dell’articolo 14:
«Il Presidente della Cassa, i Consiglieri di Amministrazione, i presentatori ed i sottoscrittori delle liste nonché i candidati alla elezione non possono essere componenti delle Commissioni Elettorali di cui al presente Regolamento».
Termini. Questo il testo proposto dell’articolo 15:
«I termini fissati dal presente Regolamento che scadono in giorno festivo sono prorogati di diritto al primo giorno successivo non festivo. Il giorno del sabato è considerato festivo».
All’articolo 16 viene introdotta una norma transitoria. Norma che mi lascia però alquanto perplesso perché si prevede che le disposizioni del presente regolamento si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’approvazione ministeriale, cosicché il mandato del Comitato dei Delegati in corso alla data dell’approvazione ministeriale è prorogato al 31 dicembre successivo alla sua scadenza originaria.
Viene così introdotta una prorogatio che con un pò di fantasia, che agli avvocati non manca, potrebbe sicuramente essere evitata.