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PROFESSIONE

previdenza | 23 Febbraio 2012

Per l’equità del sistema pensionistico forense va subito esercitata l’opzione al contributivo

di Paolo Rosa - Avvocato

  Il sistema pensionistico è un meccanismo redistributivo che trasferisce risorse correntemente prodotte dalla popolazione attiva a favore di chi: ha cessato l’attività lavorativa per ragioni di età anagrafica (pensione di vecchiaia); non è più in grado di partecipare al processo produttivo per sopravvenuta incapacità lavorativa (pensione di invalidità); è legato da rapporti familiari con persone decedute che hanno fatto parte della forza lavoro (pensioni ai superstiti); è sprovvisto di qualunque forma di reddito e non è in grado di lavorare (pensioni assistenziali).

 

Nel rapporto della banca mondiale (World Bank 1994, 25) si legge: «Tutti, giovani e vecchi, utilizzano la produzione annuale di un sistema economico per soddisfare i loro consumi correnti. Negli anni centrali della vita, larga parte della popolazione acquisisce il diritto all’uso della produzione corrente lavorando e percependo salari. Al contrario, solo un ridotto numero di persone anziane può mantenersi pienamente attraverso i guadagni ottenuti con l’attività lavorativa. Gli anziani acquisiscono il diritto alla produzione corrente per altre vie – tramite attività informali quali i trasferimenti intra familiari, tramite meccanismi formali di mercato fondati sul risparmio e l’investimento e tramite strutture normative di tipo collettivo quali i sistemi di sicurezza sociale.
La scelta fra queste alternative e la forma specifica che assumono influenzano il benessere degli anziani, determinando la loro quota del prodotto nazionale.
Queste scelte influenzano il benessere dei giovani, determinando le dimensioni del prodotto nazionale».
Il sistema pensionistico tra equità assistenziale, previdenziale e attuariale. Si afferma che un sistema pensionistico realizza l’equità assistenziale quando tutti i cittadini possono raggiungere un livello di reddito minimo, determinato in ragione delle circostanze economiche e dei valori sociali prevalenti.
Si afferma che un sistema pensionistico realizza l’equità previdenziale quando a tutti i cittadini, a parità di durata della vita lavorativa, è garantita la stessa percentuale dell’ultima retribuzione o della media delle ultime retribuzioni.
In questo caso il sistema pensionistico garantisce un certo tasso di sostituzione definito come il rapporto tra il primo rateo di pensione al momento della cessazione dell’attività lavorativa e il salario o lo stipendio o il reddito dell’ultimo mese di lavoro.
Si afferma poi che un sistema previdenziale verifica l’equità attuariale quando tutte le storie contributive e pensionistiche individuali sono caratterizzate dallo stesso tasso di rendimento interno ovvero sia quando è uguale per tutti gli individui il tasso che uguaglia ad un certo istante il valore attuale dei contributi versati al valore attuale delle prestazioni (Roberto Artoni, Elementi di scienza delle finanze, Il mulino, 1999, pag. 242).
L’equità contributiva di un sistema pensionistico sul singolo individuo si ha quando i contributi pagati, tempo per tempo, sono uguali alle pensioni percepite. Di solito tale equilibrio è presente nella generazione di coetanei.
In un sistema pensionistico di base è necessario però considerare anche gli effetti redistributivi del reddito con la funzione dei massimali contributivi e tutti gli eventi protetti da solidarietà (minimi, inabilità, premorienza, pensione ai superstiti).
Calando tutti questi concetti nell’attuale sistema previdenziale forense è stato accertato (La previdenza forense, n. 1/2010, pag. 45) che, vigendo il sistema di calcolo retributivo, mediamente solo il 50% della pensione liquidata risulta finanziata dalla contribuzione versata e quindi è evidente l’insostenibile generosità del sistema in vigore, generosità che non può essere sostenuta ancora a lungo se non si vuole far naufragare ogni speranza pensionistica alle giovani generazioni.
Ai sensi dell’art. 24, comma 24, della legge 214/2011 va quindi esercitata al più presto l’opzione al sistema di calcolo contributivo della pensione forense.