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FINANZA e TRIBUTI

Imposte dirette | 20 Ottobre 2020

Esonero IRAP: l'AE chiarisce i calcoli

di La Redazione

L'Agenzia delle Entrate fissa le regole per i contribuenti esonerati dal saldo IRAP per il 2019 e dalla prima rata per il 2020 (circolare 19 ottobre 2020 n. 27/E).  

A fronte della previsione dell'esonero dal saldo IRAP per il 2019 e dalla prima rata per il 2020 (art. 24 d.l. n. 34/2020 conv. in l. n. 77/2020), l'AE ha chiarito come calcolare l'IRAP da versare a saldo per il 2020 e se è possibile, qualora il saldo dell'IRAP relativo al periodo d'imposta 2020 sia inferiore alla prima rata di acconto dovuta per il medesimo periodo, utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso.

 

Prima rata acconto IRAP 2020

In linea generale, il calcolo dell'acconto è effettuato sulla base dell'imposta dovuta per l'anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d'imposta e ritenute d'acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi (metodo storico). In alternativa, coloro che, per l'anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore rispetto all'anno precedente possono ricorrere al metodo previsionale. In tal caso il calcolo viene effettuato sulla base dell'imposta presumibilmente dovuta per l'anno in corso, considerando, quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare, nonché gli oneri deducibili e detraibili che dovrebbero essere sostenuti, i crediti d'imposta e le ritenute d'acconto. Peraltro, si ricorda che, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute a titolo di acconto, se l'importo versato non è inferiore all'80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo d'imposta in corso, è prevista solo per il 2020 (art. 20 DL 23/2020 conv. L. 40/2020).

Il contribuente che applica il metodo storico è tenuto a versare il secondo acconto pari al 60% (o al 50% se applica gli ISA) e l'eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (pari al 40% o al 50% se applica gli ISA) e del secondo acconto corrisposto. Qualora, invece, il contribuente utilizzi il metodo previsionale, lo stesso è tenuto a versare il secondo acconto pari al 60% (o al 50% se applica gli ISA) dell'imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d'imposta 2020 e l'eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (pari al 40% o al 50% se applica gli ISA) e del secondo acconto corrisposto. In entrambe le ipotesi il primo acconto figurativo non può mai eccedere il 40% (o il 50%) dell'importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d'imposta 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest'ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere. E ciò perché la norma prevede un meccanismo volto ad evitare scelte arbitrarie circa il metodo di calcolo utilizzato per determinare l'acconto (storico o previsionale).

 

Saldo IRAP relativo al 2020 inferiore alla prima rata di acconto

Il contribuente che applica il metodo storico è tenuto a versare per il periodo d’imposta 2020:

- il secondo acconto, pari al 60% (o al 50%, se applica gli ISA);

- l'eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (pari al 40% o al 50%, se applica gli ISA) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.

Qualora, invece, il contribuente utilizzi il metodo previsionale, lo stesso è tenuto a versare, per il medesimo periodo d'imposta 2020:

- un secondo acconto pari al 60% (o al 50%, se applica gli ISA) dell'imposta complessiva presumibilmente dovuta;

- l'eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (pari al 40% o al 50% se applica gli ISA) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.

In entrambe le ipotesi, il primo acconto figurativo da sottrarre non può mai eccedere il 40% (o il 50%) dell'importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d'imposta 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest'ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere.

 

Perimento di applicazione del metodo previsionale

La previsione che dispone, in caso di metodo previsionale, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute a titolo di acconto, se l'importo versato non è inferiore all'80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo d'imposta in corso (art. 20 DL 23/2020 conv. in L. 40/2020), si applica, oltre alle imposte espressamente perviste (IRPEF, IRES e IRAP), altresì, agli acconti relativi alle addizionali di dette imposte con scadenza 30 giugno 2020. Resta di contro esclusa l'applicazione all'addizionale regionale all'IRPEF in quanto, per quest'ultima, non è previsto il versamento dell'acconto entro il 30 giugno, ma solo del saldo (in unica soluzione o come prima rata) dell'imposta dovuta per l'anno 2019.

 

(Fonte: mementopiu.it)

 

 

 

 



Qui la circolare dell'Agenzia delle Entrate del 19 ottobre 2020, n. 27/E