POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 24 agosto 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

agevolazioni fiscali | 15 Luglio 2019

Passaggi generazionali, la cessione della nuda proprietà non fa perdere le agevolazioni

di La Redazione

Il cedente non decade dall'esenzione dell'imposta sulle successioni e donazioni se prosegue l’esercizio dell’attività di impresa. Così con la risposta ad interpello dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2019 n. 231.  

Il soggetto titolare di un’azienda ricevuta con atto di donazione che successivamente trasferisca, entro il quinquennio, il diritto di nuda proprietà della medesima azienda o ramo di azienda, non decade dall’esenzione dell'imposta sulle successioni e donazioni (art. 3 comma 4, d.lgs. n. 346/1990), a condizione che prosegua l’esercizio dell’attività di impresa (risp. AE 12 luglio 2019 n. 231).
L'agevolazione in questione - riconosciuta ai trasferimenti di aziende o rami di esse, di azioni e quote sociali, attuati in favore dei discendenti e del coniuge mediante disposizioni mortis causa, donazioni, atti a titolo gratuito o costituzione di vincoli di destinazione, nonché mediante patti di famiglia – è tesa a favorire il passaggio generazionale delle aziende di famiglia, a condizione che i beneficiari del trasferimento proseguano l'attività d'impresa o mantengano il controllo della società, per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento. Detto passaggio si verifica anche nell’ipotesi in cui il soggetto sia beneficiario esclusivamente del diritto di usufrutto, posto che l’usufruttuario ha il diritto di godere della cosa e, nel caso specifico di usufrutto di azienda, ha il dovere di gestire l’azienda, nel rispetto dei limiti stabiliti dalle norme (artt. 981 e 2561 c.c.).

(Fonte: fiscopiu.it)

 



Qui la risposta ad interpello dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2019, n. 231