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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

contenzioso tributario | 12 Giugno 2019

Nessuna comunicazione al Fisco, notifica degli atti agli eredi collettivamente ed impersonalmente

di La Redazione

Con la sentenza n. 15437/19, i Giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una contribuente. La comunicazione degli eredi è ritenuta un onere a tutti gli effetti.  

(Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza n. 15437/19; depositata il 7 giugno)

Notifica dell’atto impositivo. In assenza della necessaria comunicazione da parte degli eredi, gli atti intestati al dante causa possono essere notificati nell’ultimo domicilio dello stesso, ma devono essere diretti agli eredi collettivamente ed impersonalmente e tale notifica sarà efficace nei confronti di coloro che non abbiano comunicato agli uffici fiscali le proprie generalità e domicilio. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con la sentenza del 7 giugno 2019, n. 15437, con la quale i Giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell’erede di un contribuente deceduto, la quale impugnava un avviso di accertamento a titolo di maggiore ICI per l’anno 2003.
La sentenza è stata l’occasione per i giudici di piazza Cavour di ricordare cosa accade nel caso di notifica di un atto impositivo agli eredi del de cuius. La procedura di notifica degli atti tributari nel caso di persone defunte deroga parzialmente da quella generale. La norma prevede che gli eredi debbano comunicare le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’ufficio finanziario competente: tale comunicazione è un vero e proprio onere. La notifica, effettuata impersonalmente e collettivamente agli eredi, degli atti intestati al dante causa sarà efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato tale comunicazione. Tale notifica potrà essere effettuata nell’ultimo domicilio del de cuius.

(Fonte: fiscopiu.it)