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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

nuovo ravvedimento | 10 Giugno 2015

Tra i tributi amministrati dalle Entrate anche IRAP e addizionali IRPEF

  La circolare n. 23/E diffusa il 9 giugno chiarisce gli ambiti di applicazione dell’istituto del nuovo ravvedimento introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. Tra le precisazioni anche cosa s’intende per “tributi amministratiti dall’Agenzia delle Entrate”, ovvero quelli le cui violazioni possono essere regolarizzate anche se non sono state ancora constatate o non sono iniziati accessi e verifiche.

 

Anche l’IRAP e le addizionali regionali e comunali all’IRPEF sono da considerarsi dei “tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate”, e, come tali, le relative violazioni, ai fini del nuovo ravvedimento, possono essere regolarizzate fino alla scadenza dei termini di accertamento a prescindere dalla circostanza che siano già state constatate o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.
È questo solo uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 23/E pubblicata il 9 giugno, con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni e precisazioni sulla nuova disciplina del ravvedimento inserita dalla Legge di Stabilità 2015 nell’art. 13, comma 1, lettera a-bis) del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
Riduzione ad un quinto del minimo, solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate. Grazie alla precisazione contenuta nella circolare si scopre che anche la riduzione ad un quinto vale esclusivamente per le violazioni commesse in materia di tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate.
Si tratta dell’effetto premiale previsto dal nuovo comma b - quater dell’art. 13 in caso di regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avvenuta dopo la constatazione della violazione mediante processo verbale ex art. 24, l. n. 4/1929 (salvo che si tratti di violazioni inerenti all’emissione di ricevute fiscali, scontrini, documenti di trasporto o all’omessa installazione dei relativi apparecchi, rispettivamente artt. 6, comma 3 e 11, comma 5 del d.lgs. n. 471/97). Per tale riduzione, il legislatore, a differenza di quella a un settimo (comma b-bis) e a un sesto (comma b - ter) del minimo non aveva specificato l’esclusiva valenza in caso di tributi amministrati dalle Entrate. Ha così rimediato l’Agenzia precisandolo nel documento di ieri.
Quali sono le regolarizzazioni che godono della riduzione a un nono del minimo. Nella Circolare viene individuato l’esatto campo di applicazione della riduzione a un nono del minimo prevista dal nuovo comma a - bis dell’art. 13 in caso di regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avvenuta entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall'omissione o dall'errore. In particolare, a tal proposito viene chiarito che la riduzione:
• trova applicazione anche con riferimento a tributi diversi da quelli amministrati dall'Agenzia delle Entrate, inclusi i tributi locali e regionali e le tasse automobilistiche;
• deve essere intesa come un’ipotesi di regolarizzazione “intermedia” tra il c.d. ravvedimento breve nei 30 giorni, disciplinato dalla lettera a), e quello più ampio, disciplinato dalla successiva lettera b);
• in relazione agli omessi gli omessi versamenti, è da considerarsi una possibilità ulteriore rispetto a quella contenuta nella lettera a) che permette la regolarizzazione entro trenta giorni dalla commissione della violazione. Per tali violazioni i 90 giorni entro cui ravvedersi, come specificato dalle Entrate, decorrono dal termine di scadenza del versamento;
• in relazione alle violazioni commesse mediante la presentazione della dichiarazione, rappresenta una specifica ipotesi di ravvedimento, ove il dies a quo decorre dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione;
• in relazione a tutte le violazioni diverse da quelle precedenti, costituisce una nuova ipotesi di riduzione sanzionatoria analoga, nella tempistica, a quella prevista per gli omessi versamenti (regolarizzazione da effettuare entro 90 giorni dalla commissione della violazione).

(Fonte: www.fiscopiu.it)



Qui la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 23/E del 9 giugno 2015