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Notizie a cura di La Stampa.it |
COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

filiazione | 15 Ottobre 2019

Il diritto di conoscere le proprie origini biologiche è sacro e (talvolta) imprescrittibile

di Giulia Milizia

La CEDU riafferma la legittimità della prescrizione dell’azione di riconoscimento di paternità (o di maternità) solo nei confronti dell’interessato a conoscere le proprie origini biologiche che sia restato negligentemente inerte, mentre in tutti gli altri casi deve essere concessa una proroga: la certezza dei rapporti familiari e la loro realtà socio-biologica deve prevalere sui contrapposti interessi e sulla realtà legale dei legami con la famiglia biologica.

È quanto sancito dalla CEDU sez. II nel caso Çapin c. Turchia (ric. 44690/09) del 15 ottobre.   Il caso. Il ricorrente all’età di 45 anni scoprì il nome del padre, tenutogli segreto dalla madre che lo...

Qui la sentenza della CEDU, Sezione Seconda, caso Çapin c. Turchia (ric. 44690/09)

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