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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

Risarcimento danni | 20 Giugno 2019

Auto prende fuoco in garage: i danni all’immobile sono coperti da RCA

di Giulia Milizia

L’art. 3, comma 1, Direttiva 2009/103/CE, concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», contemplata da tale disposizione, una situazione, come quella in discussione nel procedimento principale, nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile, utilizzato in conformità della sua funzione di mezzo di trasporto, abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell’incendio.

(Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 20 giugno 2019, causa C-100/18)

È quanto deciso dalla CGUE nella sentenza EU:C:2019:517 di oggi conformemente alle conclusioni.

 

Il caso. Un veicolo, fermo da più di 24 ore in un garage privato prendeva fuoco per un cortocircuito elettrico e danneggiava l’immobile ove era parcheggiato. L’assicurazione dello stabile risarcì il cliente ed agì in rivalsa contro quella del proprietario del veicolo, che rifiutò di rifonderla sostenendo che l’incidente non ricadesse nella nozione di «circolazione del veicolo» ai sensi Direttiva 2009/103/ CE. La CGUE è stata di diversa opinione.

 

Nozione di «circolazione dei veicoli». In primis la CGUE rileva come non possa «essere lasciata alla discrezione di ciascuno Stato membro, ma costituisce una nozione autonoma di diritto dell'Unione, da interpretare, conformemente alla costante giurisprudenza della Corte, in particolare per quanto riguarda il contesto di tale disposizione e gli obiettivi perseguiti dal regolamento di cui fa parte». Nello specifico la ratio della Direttiva è «da un lato, ad assicurare la libera circolazione sia dei veicoli che stazionano abitualmente nel territorio dell’UE sia delle persone che vi si trovano a bordo, e, dall’altro, a garantire che le vittime degli incidenti causati da tali veicoli beneficeranno di un trattamento comparabile, indipendentemente dal luogo dell’Unione in cui il sinistro è avvenuto». Questo ultimo è anche il fine perseguito e rafforzato dal legislatore dell’UE. La prassi della CGUE (EU:C:2017:1007 e 2018: 917 nel quotidiano del 25/11/18) sul punto ha riconosciuto costantemente che la RCA copre anche i danni provocati da veicoli fermi in aree di sosta private (garage, piazzole etc.). Quindi questa nozione, codificata dall’art. 3 Direttiva 2009/103/CE, «non è limitata alle ipotesi di circolazione stradale» rientrandovi, dunque «qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso, e segnatamente qualsiasi utilizzazione di un veicolo come mezzo di trasporto».

 

Se un veicolo è un mezzo di trasporto i danni li copre la RCA. Alla luce di ciò la CGUE ritiene che la RCA debba indennizzare i danni provocati  da un veicolo  qualora funga da mezzo di trasporto, tanto più che, come sopra detto, la nozione di circolazione esula dalle caratteristiche del terreno in cui esso viene usato e dalla circostanza se, al momento del sinistro, fosse in movimento o fermo in un parcheggio. Infatti «lo stazionamento e il periodo di immobilizzazione del veicolo sono delle fasi naturali e necessarie che costituiscono parte integrante dell’utilizzo di quest’ultimo come mezzo di trasporto». Ciò è in linea col menzionato fine di tutelare le vittime dei sinistri. Infine ai sensi dell’art. 13 (clausole di esclusione) §.1 lett. c) «deve reputarsi senza effetto, per quanto riguarda il ricorso dei terzi vittime di un sinistro, qualsiasi disposizione legale o clausola contrattuale che escluda dalla copertura assicurativa eventuali danni causati dall’utilizzo o dalla guida di un veicolo da parte di una persona che non si sia conformata agli obblighi di legge di ordine tecnico concernenti le condizioni e la sicurezza del veicolo in questione»: ciò conferma la tesi sinora esposta, sì che la RCA ricorrente dovrà rifondere le somme versate dall’assicurazione dell’immobile per indennizzare i danni de quibus.