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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

privacy | 20 Dicembre 2018

Grava sul gestore del sito Internet l’obbligo di fornire all’utente le informazioni minime sul trattamento dei dati?

di La Redazione

Colui che gestisce un sito Internet, laddove inserisca in esso il plugin di un terzo, deve fornire agli utenti le informazioni minime richieste relativamente alle operazioni di trattamento dei dati e, ove necessario, ottenere il loro consenso prima della raccolta e del trasferimento dei dati.  

(Avvocato Generale CGUE, conclusioni 19 dicembre 2018, causa C-40/17)

Questo quanto affermato dall’Avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’UE nella causa C-40/17 (ECLI:EU:C:2018:1039).

 

La vicenda. La Fashion ID, una società tedesca che commercializza articoli di moda online, ha inserito nel suo sito internet il pulsante “Like” di Facebook. Tale operazione consente, quando un utente visita il sito della società, di trasferire a Facebook le informazioni relative alla sua stringa del Browser e all’indirizzo IP. Il trasferimento di tali informazioni avviene automaticamente quando si apre il sito Internet della Fashion ID, indipendentemente dal fatto che l’utente abbia cliccato sul pulsante «Like» e abbia o meno un account Facebook. La Verbraucherzentrale NRW, associazione tedesca per la tutela dei consumatori, ha proposto un’azione inibitoria contro la Fashion ID adducendo che l’uso del pulsante «Like» di Facebook comporti la violazione della normativa sulla protezione dei dati. Investito della causa, il Tribunale superiore del Land (Düsseldorf, Germania) chiede l’interpretazione di varie disposizioni della direttiva sulla protezione dei dati.

 

Il gestore è corresponsabile per la parte che lo interessa. L’Avvocato Generale dichiara che, ai sensi della direttiva sulla protezione dei dati, il gestore di un sito Internet che abbia inserito in esso il plugin di un terzo (come il pulsante «Like» di Facebook), tramite cui si raccolgono dati personali dell’utente, è considerato corresponsabile del trattamento, assieme a detto terzo. Tuttavia, tale responsabilità concerne solo la parte per cui egli condivide o codetermina le finalità e gli strumenti di una determinata operazione di trattamento. Dunque, il gestore non può essere ritenuto responsabile delle fasi precedenti o successive dell’intera catena di trattamento.

 

Caso concreto. Nel caso concreto, rileva l’Avvocato generale, la Fashion ID e Facebook hanno congiuntamente deciso strumenti e finalità di raccolta e trasmissione del trattamento dei dati, realizzando così uno scopo commerciale unitario.
A tal proposito, riguardo alla fase di raccolta e di trasmissione nell’ambito del trattamento dei dati, la Fashion ID agisce come responsabile del trattamento e la sua responsabilità, in tal senso, è congiunta con quella della Facebook Ireland.
L’avvocato generale propone inoltre alla Corte di dichiarare che il consenso dell’utente del sito Internet, se necessario, deve essere prestato al gestore del sito Internet (la Fashion ID) che abbia inserito i contenuti di un terzo. Del pari, l’obbligo di fornire all’utente del sito Internet le informazioni minime richieste grava sul gestore del sito Internet.