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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

Diritto Industriale | 18 Gennaio 2013

L’Unione Europea rafforza la tutela unitaria dei brevetti, ma l’Italia non partecipa

di Aldo Bulgarelli - Avvocato, socio dello Studio Legale Associato NCTM

  Il 20 gennaio entreranno in vigore due nuovi regolamenti, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 31 dicembre. Il primo (n. 1257/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2012) istituisce il nuovo brevetto europeo ad effetto unitario; il secondo (n. 1260/2012 del Consiglio, stessa data del primo) ne istituisce un regime uniforme di traduzione.

 

Italia e Spagna si sono volontariamente escluse dall’applicazione di questi due Regolamenti. L’iniziativa era partita nel 2010 su richiesta di 12 stati membri; tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, tranne Italia e Spagna, hanno poi aderito.
Per cui attualmente gli “Stati partecipanti” dell’UE sono 25 su 27.
La mancata adesione italiana e spagnola è dipesa fondamentalmente dal regime linguistico, poiché le lingue ufficiali saranno inglese, francese e tedesco (con esclusione quindi di italiano e spagnolo).
Italia e Spagna, da parte loro, hanno chiesto alla Corte di Giustizia di annullare la decisione del Consiglio del 10 marzo 2011, 2011/167/UE, che autorizzava la cooperazione rafforzata nel settore della tutela brevettuale unitaria: il 25 settembre si è tenuta l’udienza in tali cause riunite C-274/11 e C-295/11; l’Avvocato Generale Yves Bot ha presentato l’11 dicembre le sue conclusioni, che vanno nel senso del rigetto dei due ricorsi.
Siamo in attesa della decisione da parte della Corte di Giustizia.
La nuova normativa europea. I due nuovi regolamenti porteranno notevoli novità nella disciplina del brevetto europeo.
Un brevetto europeo già adesso esiste, ma si tratta in realtà di un “fascio” di brevetti nazionali, mentre per effetto dei nuovi Regolamenti si avrà qualcosa di realmente nuovo: un brevetto europeo con effetto unitario; vale a dire un brevetto europeo concesso per la stessa serie di rivendicazioni, meno costoso e con effetto unitario (che assicura una protezione uniforme) in tutti gli Stati membri partecipanti (escluse quindi le sole Italia e Spagna) alla sola condizione che il suo effetto unitario sia stato registrato, con le modalità previste, nel registro per la tutela brevettuale unitaria.
Le imprese italiane, così come le imprese extracomunitarie, potranno richiedere il nuovo brevetto a effetto unitario per gli stati partecipanti, mentre le imprese dei paesi comunitari non potranno utilizzare tale strumento per proteggere i loro brevetti in Italia.
C’è quindi anche chi ha ritenuto che la scelta “isolazionista” dell’Italia finirà col favorire le nostre piccole e medie imprese.
Entrambi i regolamenti si applicheranno a partire del 1° gennaio 2014, ovvero dalla data di entrata in vigore dell’accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti, se successiva.
Un nuovo tribunale unificato europeo dei brevetti. E’ stato anche istituito un nuovo Tribunale Unificato dei Brevetti  a livello europeo.
Con sede a Parigi, avrà due sedi specializzate, una a Londra  e una a Monaco di Baviera, e competenza esclusiva per le controversie sulla validità o la violazione di un brevetto europeo.
L’accordo internazionale che istituisce il Tribunale, che comprende questa volta anche Italia e Spagna, entrerà in vigore il 1° gennaio 2014 o dopo che Francia Germania e Gran Bretagna oltre ad altri 10 paesi l’avranno ratificato.