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Privacy | 30 Marzo 2021

Assistenti vocali, immagini di persone in manette e permessi per l’accesso in ZTL: la parola al Garante Privacy

di La Redazione

Permessi ZTL, tutela effettiva per le persone riprese in manette e linee guida per gli assistenti vocali all'interno di automobili intelligenti. Sono questi i temi affrontati dal Garante della Privacy al fine di garantire la trasparenza, la sicurezza e soprattutto la protezione dei dati personali di tutti i cittadini. Lo si legge nella Newsletter n. 475 del 29 marzo 2021.  

Assistenti vocali e automobili intelligenti: le linee guida dei Garanti privacy europei

Il Comitato europeo per la protezione dei dati, con la partecipazione attiva del Garante italiano, ha adottato specifiche linee guida al fine di garantire la trasparenza e la sicurezza dei dati personali trattati dagli assistenti vocali sempre più usati da privati e imprese.

I Garanti europei chiedono a tutte le società coinvolte nella produzione e nello sviluppo di servizi per automobili intelligenti di procedere rispettando i principi di privacy-by-design e di privacy-by-default, in modo da raccogliere la minor quantità possibile di dati riferibili alle persone presenti sul veicolo.

Le persone sul veicolo infatti dovranno essere informate in maniera chiara, nella loro lingua, sul trattamento dei dati effettuato e dovranno poter esercitare con facilità tutti i diritti garantiti dalla direttiva ePrivacy e dal Gdpr, anche attivando o disattivando autonomamente determinati servizi in modo semplice e diretto.

Tra le varie tutele indicate dai Garanti europei, vi sono quelle relative alla pseudonimizzazione o all’anonimizzazione dei dati, nonché quelle relative all’uso di tecniche crittografiche che ne garantiscano l’integrità e la protezione da accessi illeciti.

 

Le disposizioni del Garante privacy per la tutela delle persone riprese in manette

«Non basta pixelare le manette ai polsi di un fermato se il soggetto ripreso risulta identificabile, la tutela della persona deve essere effettiva». È questo l’ammonimento del Garante per la privacy giunto a conclusione dei procedimenti aperti nei confronti di alcune testate, anche online, per aver pubblicato le immagini di alcune persone, riprese «in evidente stato di costrizione fisica», lesive della loro dignità. Queste foto infatti violano il Codice privacy, le Regole deontologiche del giornalismo, oltre che il Codice di procedura penale. L’Autorità ha quindi vietato ai media l’ulteriore trattamento delle immagini, ad eccezione della loro conservazione ai fini di un eventuale utilizzo in sede giudiziaria.

Le testate dovranno adeguarsi integralmente alle disposizioni stabilite dal Garante.

 

Sanzione del Garante a Roma Capitale per non aver protetto i cittadini nell’area a traffico limitato

Il Garante per la Privacy ha sanzionato per ben 410mila euro sia il Comune di Roma sia la società dei servizi per la mobilità, in quanto non hanno adeguatamente protetto i dati dei cittadini ai quali era stato assegnato il permesso di accesso alle zone a traffico limitato.

Dall’istruttoria è emerso che «i permessi di accesso esposti sulle vetture presentavano un codice a barre bidimensionale (QR code) che consentiva agli addetti di verificare in tempo reale la validità del contrassegno e a chi era stato assegnato. Tale codice, però, poteva essere letto con una semplice applicazione installata nella maggior parte degli smartphone in commercio. Chiunque, quindi, poteva accedere al nominativo del titolare del permesso (ad esempio il nome dell’azienda, dell’istituzione, della scuola specifica, o della persona fisica), al nominativo del suo utilizzatore e alla categoria del richiedente, nonché alla targa del veicolo. Chiunque dopo essersi collegato, tramite il QR code, alla pagina web con i dati del permesso esaminato, poteva accedere anche alle informazioni relative agli assegnatari di altri pass semplicemente modificando il numero identificativo del contrassegno (PID)».