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AMMINISTRATIVO

ultime dal cdm | 19 Ottobre 2020

Palazzo Chigi approva in esame definitivo il decreto correttivo al codice della crisi d’impresa

di La Redazione

Si è tenuta ieri, 18 ottobre 2020, la riunione n. 67 del Consiglio dei Ministri, durante la quale è stato approvato, fra l’altro, il decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Nella giornata del 18 ottobre 2020 si è tenuta la riunione n. 67 del Consiglio dei Ministri, durante la quale, oltre ad essere approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, è stato approvato un decreto-legge che contiene la proroga di scadenze fiscali e in particolare:
- proroga al 31 dicembre 2020 della sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento, del pagamento delle cartelle precedentemente inviate e degli altri atti dell’Agente delle riscossione;
- proroga al 31 dicembre 2020 del periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anziché 5;
- differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle di pagamento.

 

Sempre all’attenzione del Consiglio dei Ministri anche l’abilitazione all’esercizio delle professioni e, in particolare, l’approvazione di un disegno di legge che introduce nuove disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti. Il testo prevede una radicale semplificazione delle modalità di accesso all’esercizio delle professioni regolamentate, finalizzato a una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro, prevedendo che il necessario tirocinio pratico-valutativo sia svolto all’interno dei corsi di laurea e che, di conseguenza, l’esame conclusivo del corso di studi divenga anche la sede nella quale espletare l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione.

 

Il Governo ha poi approvato, in esame definitivo, il c.d. decreto correttivo al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il testo chiarisce il contenuto di alcune disposizioni e apporta modifiche dirette al miglior coordinamento della disciplina dei diversi istituti previsti dal codice. In particolare, il decreto interviene al fine di:
- chiarire la nozione di crisi, sostituendo all’espressione “difficoltà” quella di “squilibrio” e ridefinendo il cosiddetto “indice della crisi”, in modo da renderlo maggiormente descrittivo di una situazione di insolvenza reversibile piuttosto che di una situazione di predizione di insolvenza;
- riformulare le norme riferite alle situazioni in presenza delle quali è possibile presumere lo svolgimento, da parte di un’impresa, dell’attività di direzione e coordinamento;
- chiarire la nozione di gruppo di imprese, precisando che sono esclusi dalla definizione normativa oltre che lo Stato anche gli enti territoriali;
- ridefinire le “misure protettive” del patrimonio del debitore;
- rendere più stringenti le norme relative alla individuazione del componente degli “Organismi di composizione della crisi d'impresa” (OCRI) riconducibile al debitore in crisi.

 

Centrale anche il tema del recupero dei crediti civili e commerciali nell’Unione Europea, per il quale il Governo ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 655/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2914 che istituisce una procedura per l'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale.
Si tratta, in particolare, di uno strumento giuridico, vincolante e direttamente applicabile in virtù di una nuova procedura unitaria, che consente, in casi transnazionali, di procedere in modo rapido e senza preavviso, al sequestro conservativo di somme detenute dal debitore su conti bancari presenti anche in altri Stati membri dell’Unione.

 

Infine, Palazzo Chigi si è occupato della riorganizzazione del Ministero della Giustizia, approvando, n esame preliminare, un decreto del presidente del Consiglio dei ministri che introduce modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84, in materia di articolazioni decentrate dell'organizzazione giudiziaria.
Resta inalterato l’impianto del regolamento del 2015, modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 99 del 2019, salvo quanto previsto dal titolo III che reca disposizioni sull’amministrazione periferica. Il nuovo modello di decentramento si basa su articolazioni periferiche di livello dirigenziale non generale, in luogo di quelle di livello generale, strutturalmente e funzionalmente dipendenti dall’amministrazione centrale ed autonome rispetto agli uffici giudiziari.