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professione forense | 28 Settembre 2020

Dall’UNCC la proposta di un piano straordinario per il sistema giudiziario

di La Redazione

Avuto riguardo dell’attuale scenario profondamente condizionato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria da COVID-19, l’Unione Nazionale delle Camere Civili ha presentato al Ministro Bonafede una proposta di piano straordinario per la giustizia, con l’obiettivo di rendere il sistema giudiziario più conforme alle esigenze di cittadini e imprese.

L’Unione Nazionale delle Camere Civili, quale associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani, ha sottoposto al Ministro della Giustizia alcune proposte di attuazione di un piano straordinario per la giustizia, con l’obiettivo di rendere il sistema giudiziario più conforme alle esigenze di cittadini e imprese.
L’esigenza posta dall’Unione nasce proprio dall’attuale scenario che, condizionato dalle conseguenze della pandemia, impone una riforma profonda, organica e complessiva del sistema giudiziario. Tale necessità è altresì legata al dovere di fornire delle risposte all’Unione Europea, «che ha subordinato l’erogazione del Recovery Fund a un piano di riforme che rendano più efficiente il Paese, e in particolare a una riforma della giustizia».
D’altra parte è proprio grazie all’aiuto dell’Europea che, secondo l’UNCC, l’eventuale piano straordinario «non dovrà essere l’ennesima riforma a costo zero», infatti, «l’Italia avrà a disposizione risorse adeguate da investire senza remore nel sistema-giustizia. Si tratta di un’occasione unica, che il Paese non può permettersi di sprecare».

 

Tra le proposte che l’Unione Nazionale delle Camere Civili ha avanzato vi sono, in particolare:
- rendere operativo l’Ufficio del processo, alleggerendo così il carico di arretrato che grava sui Tribunali italiani, dotandolo di assistenti di studio che dovranno essere qualificati e remunerati, anche grazie alle risorse europee;
- «istituire sezioni stralcio presso gli Uffici giudiziari più oberati, prevedendo che esse decidano in composizione collegiale, siano presiedute da un magistrato in pensione o da un avvocato cassazionista, si occupino di materie specifiche, individuate per blocchi, con esclusione delle cause già istruite o pronte per la decisione»;
- rendere obbligatoria la decisione immediata di tutte quelle cause che non richiedono alcuna attività istruttoria;
- «intervenire sui compensi, imponendo il rispetto dei parametri per i committenti seriali, al fine di impedire che ingolfino i ruoli dei Tribunali grazie ai costi irrisori, e valorizzare le fasi introduttive del giudizio rispetto a quella della decisione, per agevolare una rapida definizione».