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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 16 Settembre 2020

In arrivo 600 nuovi giudici: ecco il decreto firmato da Bonafede

di La Redazione

Il Ministro della Giustizia Bonafede ha firmato il decreto che dispone un ampliamento delle piante organiche degli uffici giudiziari di merito. Si tratta dell’inserimento di oltre 500 unità, come già previsto dalla Legge di bilancio 2019, di cui 422 magistrati saranno assegnati agli uffici di merito, mentre la parte restante verrà utilizzata per dare vita ad una task force flessibile da destinare agli uffici giudiziari chiamati ad affrontare situazioni di particolare criticità o eventi straordinari (calamità naturali, improvviso aumento di pendenze).  

Il decreto firmato ieri da Bonafede si inserisce nel più ampio incremento di 600 unità del personale della magistratura ordinaria previsto dalla Legge di bilancio per il 2019 e si prefigge di «aumentare l’efficienza del servizio giustizia, migliorando le performance degli uffici giudiziari e riducendo i tempi della risposta giurisdizionale».

 

Delle 600 unità previste, il decreto ministeriale del 17 aprile 2019 aveva già assegnato 70 risorse alla magistratura di legittimità. Con il decreto di ieri vengono invece assegnati 422 magistrati agli uffici di merito, mentre la parte restante verrà utilizzata per dare vita a una task force flessibile da destinare agli uffici giudiziari chiamati ad affrontare situazioni di particolare criticità o eventi straordinari (calamità naturali, improvviso aumento di pendenze).
Nel dettaglio la rideterminazione delle piante organiche degli uffici giudiziari di merito prevede: 245 unità per i Tribunali e le Procure, 129 per le Corti d’Appello e le Procure generali, 25 per i Tribunali e le Procure dei Minori, 21 per la Sorveglianza e 2 per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

 

Come si legge nel comunicato, «l’attribuzione delle unità aggiuntive alle diverse tipologie di uffici e ai vari distretti territoriali ha tenuto conto di criteri quantitativi – come la durata dei procedimenti, il numero di procedimenti iscritti su organico, e di quelli pendenti su organico – e di indicatori di natura qualitativa come l’indice di criminalità organizzata e la concentrazione delle imprese sul territorio. Particolare attenzione è stata data agli uffici di secondo grado (in particolare le Corti d’appello che scontano le maggiori criticità in relazione alla durata dei processi), alla magistratura minorile e di sorveglianza (che per la prima volta beneficia di consistenti incrementi di organico) e ad alcuni uffici metropolitani e distrettuali (Roma, Napoli, Milano, Venezia, Bologna, Bari, Firenze, Catania), che rappresentano una parte maggioritaria delle pendenze nazionali».