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privacy | 31 Luglio 2020

Insediato il nuovo Garante Privacy: le parole del Presidente Stanzione

di La Redazione

Lo scorso 29 luglio si è riunito il Garante per la protezione dei dati personali nella sua nuova composizione. Ai vertici del Collegio sono stati eletti, all’unanimità, Pasquale Stanzione e Ginevra Cerrina Feroni, in qualità, rispettivamente, di Presidente e Vice Presidente dell’Autorità.

Nella giornata del 29 luglio 2020 si è riunito per la prima volta, nella sua nuova composizione, il Garante per la protezione dei dati personali.
Il nuovo Collegio è composto dal prof. Pasquale Stanzione in qualità di Presidente, dalla prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni in qualità di Vice Presidente, dal dott. Agostino Ghiglia e dall’avv. Guido Scorza.

 

Durante l’intervista rilasciata ieri, 30 luglio, alla redazione DIMT (Diritto Mercato Tecnologia, www.dimt.it) il nuovo Presidente Pasquale Stanzione ha dichiarato che «l'obiettivo essenziale del Garante è diffondere, quanto più possibile, quella cultura della privacy senza la quale le norme, come un mero guscio vuoto, non avrebbero mai la forza trainante necessaria a dare forma e sostanza a un'innovazione nel segno delle libertà».

 

Con riferimento alla tutela dei dati personali in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, Stanzione ha poi dichiarato che «se la pandemia è stata un banco di prova importante sotto molti profili, per la privacy lo è stato ancora di più. Su questo terreno si è, infatti, riproposto il conflitto, dalle antiche radici, tra persona e Stato, libertà e autorità, norma ed emergenza, in forme tuttavia rese del tutto inedite e più complesse dall'irrompere, nei termini di questo rapporto, della potenza di calcolo. In un contesto così difficile, in cui era ricorrente l'invocazione del “necessitas non habet legem”, la disciplina privacy ha, tuttavia, dimostrato una straordinaria resilienza, indicando come coniugare riservatezza individuale ed esigenze di sanità pubblica, realizzando quel bilanciamento tra salute e dignità voluto da Aldo Moro nell'art. 32 Cost».

 

Infine, circa l’esistente relazione tra diritto alla riservatezza e nuove tecnologie, il nuovo Presidente ha dichiarato che «l'avvento delle nuove tecnologie ha segnato una vera e propria rivoluzione antropologica, ma anche sociale, culturale, politica, economica. Come rispetto a ogni fenomeno “disruptive”, il rischio da evitare è quello di un'eterna rincorsa, da parte del diritto, di una tecnica quasi irraggiungibile per velocità e profondità dell'evoluzione. La chiave per il governo dell'innovazione è, invece, proprio quella duttilità e lungimiranza garantite dal principio di neutralità tecnologica su cui si fonda il Gdpr, che con la sua prevalenza dei principi sulle regole consente un adattamento continuo alla materia da regolare».