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whistleblowing | 27 Settembre 2019

Dall’Anac la prima sanzione a tutela di un whistleblower

di La Redazione

Dopo una lunga istruttoria, l’Autorità nazionale anticorruzione ha irrogato una sanzione da 5mila euro al responsabile di provvedimenti ritorsivi messi in atto nei confronti di un whistleblower. È la prima multa comminata dall’Anac da quando è stata approvata la legge 179/2017, che tutela da misure discriminatorie chi segnala illeciti sul luogo di lavoro.  

Lo si apprende da un comunicato stampa diffuso dalla stessa Autorità negli scorsi giorni.

 

Il fatto. La vicenda è nata un comune campano dove un whistleblower aveva denunciato per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio i componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, di cui lui stesso faceva parte. Dopo la denuncia sporta presso l’Autorità giudiziaria, il dirigente era stato sospeso dal servizio per 10 giorni e in seguito per altri 12 giorni, in entrambi i casi con la contestuale privazione della retribuzione. Come si apprende dal comunicato, l’Anac «dopo un accurato esame della vicenda e l’audizione di due componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, ha ritenuto pretestuose e ritorsive le motivazioni alla base delle contestazioni, sanzionando il firmatario dei provvedimenti».

 

Tutela del whistleblower. Si tratta del primo provvedimento sanzionatorio adottato nel vigore della l. n. 179/2017 che ha affidato all’Autorità nazionale anticorruzione il compito di verificare eventuali misure discriminatorie verso i whistleblower, con la possibilità di irrogare sanzioni da 5.000 a 30.000 euro nei confronti degli autori delle misure ritorsive e da 10.000 a 50.000 euro in caso di mancata analisi delle segnalazioni ricevute.
Facendo un bilancio nel periodo intercorso dall’istituzione della legge, l’Anac ha avviato 17 procedimenti sanzionatori mentre sono 706 le segnalazioni pervenute dall’inizio del 2019.

 

 



Qui la delibera Anac del 4 settembre 2019, n. 782