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amministrazione della giustizia | 09 Maggio 2017

Concorso per assistente giudiziario… arcana imperii

di Gianluca Denora

Nell’attualità di migliaia di persone ci sono le prove preselettive del concorso per assistente giudiziario, la cui procedura disvela cripticità allarmanti.

Un esercito di concorrenti. I numeri delle domande sono davvero impressionanti, così come elefantiaca è la macchina organizzativa già in funzione per l’espletamento delle prove preselettive del concorso per assistente giudiziario. Sarà l’apertura del bando a tutti i diplomati (non solo dottori in giurisprudenza, dunque), sarà il numero dei disoccupati (giovani e meno giovani) ormai fuori controllo, fatto sta che si attende a Roma un’affluenza da Vajont per diverse settimane (necessarie a suddividere i candidati secondo numeri esorbitanti ma compatibili con gli spazi a disposizione), con la speranza che del Vajont non si rievochi in alcuna misura la tragedia del lontano 9 ottobre 1963.

Un inizio difficile. Nella giornata di ieri hanno preso il via le operazioni concorsuali, con disagi di vario genere che hanno portato al differimento delle prove per alcuni candidati, spesso vittime incolpevoli di malfunzionamenti dei supporti informatici impiegati per le prove.

Problemi strutturali. Al di là delle contingenze – resta fermo che non sono certo condivisibili le difficoltà occorse a persone convogliate a Roma per questa prova, con impegni di tempo e costi spesso non agevoli da sostenere – un aspetto molto allarmante attiene alle modalità di correzione dei quiz (recte comunicazione degli esiti ai candidati) così come disciplinate dal Ministero. Era legittimo sperare che qualcuno si avvedesse dell’anomalia che mi accingo a segnalare, e magari vi ponesse rimedio, anche perché le ultime emende ai quiz risalgono al 4 maggio u.s. (sic!). Invece no.
Il bando resta l’unica lex scripta et certa, e reca un vulnus inaccettabile ai diritti dei candidati.
L’attenzione va proprio alla disciplina della prova preselettiva in corso di espletamento, con particolare riferimento alla comunicazione degli esiti ai singoli candidati. La normativa è (ahimè) chiara a riguardo:
- l'esito delle prove sarà pubblicato sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia, www.giustizia.it (comma 15 dell’art. 8 del Bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, a 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, Area funzionale seconda, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria, in GU n. 92 del 22-11-2016);
- tale pubblicazione avrà valore di notifica ad ogni effetto di legge (comma 16 del Bando, cit.).
Bene per la pubblicità, garantita secondo forme del tutto adeguate ai nostri tempi, ma chiunque può rilevare che le moderne tecnologie consentono l’immediata comunicazione del risultato al candidato, a fronte di un archivio di quiz predeterminato e di una prova immediata su supporto informatico, viepiù che si deve escludere che l’abbinamento tra risposte corrette e risposte fornite dal singolo candidato sia soggetto a manipolazioni esterne, che addomestichino gli esiti finali.
Chiunque può comprendere quanto un “pellegrino” giunto a Roma per cercare una chance occupazionale abbia l’aspettativa, che assume i connotati di un diritto pieno, a conoscere con tempestività l’esito della prova sostenuta, senza inspiegabili ed inspiegati differimenti.
Chiunque può ritenere che non ci sia una ragionevole spiegazione per questa vicenda, sicché non resta altro che dire: arcana imperii.