POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
giovedì 22 ottobre 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

intercettazioni | 28 Settembre 2020

“Intercettazioni fai da te?”, sì per la Cassazione

di Francesco, G. Capitani - Avvocato

Non costituisce intercettazione ai sensi degli artt. 266 e ss. c.p.p. – richiedenti l’autorizzazione giudiziale – che le forze di polizia registrino telefonicamente tramite “app” i colloqui fra la vittima di un reato ed il suo aguzzino, previo accordo con la persona offesa. Occorre, però, che le forze di polizia non abbiano specificamente sollecitato la vittima di reato all’(irrituale) operazione intercettiva.  

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 26766/20; depositata il 25 settembre)

Così per la Cassazione, seconda sez. penale, n. 26766/20, depositata il 25 settembre.   La prova. Di concerto con le forze di polizia, la vittima di una altrui condotta d’usura trasmette i colloqui con il reo agli inquirenti...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.