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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

particolare tenuità del fatto | 21 Luglio 2020

È illegittima l’esclusione dell’esimente della particolare tenuità del fatto per i reati senza un minimo edittale di pena

di La Redazione

Per la Consulta la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto è applicabile al reato di ricettazione attenuata e a tutti i reati ai quali, non essendo previsto un minimo edittale di pena detentiva, si applica il minimo assoluto di 15 giorni di reclusione.

(Corte Costituzionale, sentenza n. 156/20; depositata il 21 luglio)

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 156/20, depositata oggi, ha affermato che «la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto è applicabile al reato di ricettazione attenuata, previsto dal secondo comma dell’articolo 648 del codice penale, e a tutti i reati ai quali, non essendo previsto un minimo edittale di pena detentiva, si applica il minimo assoluto di 15 giorni di reclusione».
Con tale arresto, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 131-bis c.p., laddove non consente l’applicazione dell’esimente ai reati per i quali non è stabilito un minimo edittale di pena detentiva ma per i quali è previsto un massimo superiore a cinque anni.
In particolare, con la scelta di consentire l’irrogazione della pena detentiva nella misura minima assoluta, ossia 15 di reclusione, il legislatore ha riconosciuto che alcune condotte possano essere della più tenue offensività. Per esse, dunque, secondo la Corte, è irragionevole escludere a priori l’applicazione dell’esimente della particolare tenuità del fatto.