POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 24 ottobre 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

criminalità organizzata | 10 Luglio 2020

La sentenza CEDU sul caso Contrada non si estende a casi analoghi

di Davide Galasso - Avvocato

I principi affermati dalla sentenza della Corte EDU, sez. IV, 14 aprile 2015 n. 66655/13 (c.d. sentenza Contrada), non si estendono nei confronti di coloro che, estranei a quel giudizio, si trovino nella medesima posizione quanto alla prevedibilità della condanna per il reato di concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, in quanto la sentenza non è una sentenza pilota e non può considerarsi espressione di una giurisprudenza europea consolidata.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 20572/20; depositata il 9 luglio)

Lo ha ribadito la sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20572, depositata il 9 luglio 2020.   I casi di revisione del processo penale. Diverse sono le ipotesi di revisione previste dal codice di procedura...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.