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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

ordinamento penitenziario | 13 Gennaio 2020

Ripetuti atti di autolesionismo da parte del detenuto: scarso controllo nella struttura, ma il carcere va confermato

di Attilio Ievolella

Respinta definitivamente la richiesta avanzata dal legale dell’uomo e finalizzata ad ottenere il trasferimento in una struttura sanitaria. Per i Giudici i tentati suicidi per abuso di psicofarmaci sono strumentali e addebitabili alle carenze del singolo carcere sul fronte della sorveglianza.

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 1024/20; depositata il 13 gennaio)

I ripetuti tentati suicidi del detenuto – che deve scontare una pena di venti anni – non sono sufficienti per ritenere che la costrizione in carcere sia disumana, e che quindi sia necessario il trasferimento in una struttura sanitaria (Cassazione,...

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