Irreperibilità temporanea dell’imputato presso il domicilio dichiarato e regime delle notificazioni

L’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato legittima l’esecuzione presso il difensore anche in caso di temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore che attesti di non aver reperito l’imputato nel domicilio dichiarato. Tuttavia, essendo la causa di irreperibilità non definitiva, le notificazioni successive a quella effettuata mediante consegna dell’atto a mani del difensore devono essere precedute dalla reiterazione del tentativo di notificazione nel domicilio dichiarato o eletto.

Sul tema la Corte di Cassazione con la sentenza n. 48028/19, depositata il 26 novembre. La vicenda. Un imputato propone ricorso in Cassazione lamentando che la notifica dell’estratto contumaciale della sentenza posta in esecuzione è stata effettuata presso il difensore in violazione delle norme sull’elezione di domicilio. Infatti, lamenta il ricorrente che, sussistendo la momentanea impossibilità di effettuare la notifica presso il domicilio da lui dichiarata, la notificazione del decreto di citazione in appello era stata effettata al difensore ai sensi dell’art. 161, comma 4., c.p.p Tuttavia, trattandosi di momentanea impossibilità, le successive notifiche avrebbero dovuto essere notificate presso il domicilio eletto. Infatti, il mancato avviso dell’estratto contumaciale all’imputato ha determinato la decorrenza del termine per proporre impugnazione da parte dello stesso e la proposizione del ricorso per Cassazione da parte del solo difensore. Principio di diritto. La Cassazione, ritenendo fondato il ricorso, annulla l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo esame alla Corte d’Appello e afferma il seguente principio l’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima l’esecuzione presso il difensore secondo la procedura prevista dall’art. 161, comma 4, c.p.p., può essere integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore che attesti di non aver reperito l’imputato nel domicilio dichiarato o il domiciliatario nel domicilio eletto, senza che sia necessario procedere ad una verifica di vera e propria irreperibilità, così da qualificare come definitiva l’impossibilità di ricezione degli atti nel luogo dichiarato o eletto dall’imputato in tale caso, però, essendo la causa di irreperibilità non definitiva le notificazioni successive a quella effettuata mediante consegna dell’atto a mani del difensore devono necessariamente essere precedute dalla reiterazione del tentativo di notificazione nel domicilio dichiarato o eletto, e non possono quindi essere eseguite direttamente nelle forme di cui all’art. 161, comma 4, c.p.p. .

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 ottobre – 26 novembre 2019, n. 48028 Presidente Sarno – Relatore Di Stasi Ritenuto in fatto Con ordinanza del 02/04/2019, la Corte di appello di Bologna rigettava l’incidente di esecuzione promosso nell’interesse di C.R.B.B. avverso l’ordine di carcerazione emesso dal P.G. in data 6.3.2013 n. 203/2013 SIEP per l’esecuzione della sentenza emessa dalla predetta Corte di appello in data 6.12.2011, irrevocabile l’8.02.2013 sentenza che in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Modena in data 30.05.2017, aveva condannato l’imputato alla pena di anni sei e mesi otto di reclusione per il reato di cui agli artt. 81 e 609-bis c.p. . 2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione C.R.B.B. , articolando due motivi di seguito enunciati. Con il primo motivo deduce violazione di norma processuale in relazione all’art. 161 c.p.p. e ss. e conseguente violazione del diritto di difesa. Espone che la notifica dell’estratto contumaciale della sentenza posta in esecuzione era stata eseguita presso il difensore in base al disposto dell’art. 161 c.p.p., comma 4, in violazione delle norme riguardanti l’elezione di domicilio ed era, pertanto, affetta da nullità ex art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c e art. 179 c.p.p., comma 1 argomenta, in particolare, che anche la notifica del decreto di citazione in appello era stata effettuata al difensore ex art. 161 c.p.p., comma 4, per impossibilità di effettuazione nel domicilio dichiarato, ma che essa era nulla perché non recava la specifica motivazione per cui non era stato possibile effettuarla presso il domicilio eletto, risultando solo apposta dall’ufficiale notificatore una crocetta sulla frase preimpostata irreperibilità del destinatario risultava, comunque, impossibile stabilire se l’originaria impossibilità di eseguire la notifica presso il domicilio eletto sussisteva o meno e potesse, quindi, procedersi nelle forme di cui all’art. 161 c.p.p., comma 4, anche per la notifica dell’estratto contumaciale della sentenza inoltre, l’impossibilità di effettuare una notifica nel domicilio eletto non comportava che anche le notifiche successive fossero impossibili ed andassero eseguite mediante consegna al difensore in conclusione, il mancato avviso dell’estratto contumaciale all’imputato aveva determinato la decorrenza del termine per proporre impugnazione da parte dello stesso e la proposizione di ricorso per cassazione da parte del solo difensore, ricorso dichiarato inammissibile. Con il secondo motivo deduce vizio di motivazione, argomentando che gli elementi fattuali della vicenda in esame non erano stati valutati con assoluto rigore dalla Corte di appello, che aveva espresso una motivazione scarna e del tutto apparente, non fornendo adeguata risposta alle doglianze difensive. Chiede, pertanto, l’annullamento della ordinanza impugnata. 3. Con requisitoria scritta depositata il 04/10/2019, il Procuratore generale presso questa Corte ha chiesto il rigetto del ricorso. Considerato in diritto 1. Il ricorso è fondato. 2. Le Sezioni Unite hanno chiarito che l’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima l’esecuzione presso il difensore secondo la procedura prevista dall’art. 161 c.p.p., comma 4, è integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore o dalla non agevole individuazione dello specifico luogo, non occorrendo alcuna indagine che attesti l’irreperibilità dell’imputato, doverosa invece qualora non sia stato possibile eseguire la notificazione nei modi previsti dall’art. 157 c.p.p. Sez.U, n. 58120 del 22/06/2017,Rv.271772 in particolare, si è precisato che il presupposto che integra una impossibilità della notifica, a norma dell’art. 161 c.p.p., comma 4, in linea con quanto precisato da Sez. U, n. 28451 del 28/04/2011, Pedicone, Rv.250121, è integrato dall’attestazione dell’ufficiale giudiziario di non aver reperito l’imputato nel domicilio dichiarato - o il domiciliatario nel domicilio eletto - non occorrendo alcuna indagine che attesti la irreperibilità dell’imputato, doverosa solo qualora non sia stato possibile eseguire la notificazione nei modi previsti dall’art. 157, come si desume dall’incipit dell’art. 159 c.p.p. sicché anche la temporanea assenza dell’imputato o la non agevole individuazione dello specifico luogo indicato come domicilio abilita l’ufficio preposto alla spedizione dell’atto da notificare a ricorrere alle forme alternative previste dall’art. 161 c.p.p., comma 4, cfr le conformi Sez. 6, n. 24864 del 19/04/2017, Ciolan, Rv. 270031 Sez. 3, n. 12909 del 20/01/2016, Pinto, Rv. 268158 Sez.6, n. 52174 del 06/10/2017, Rv.271560, nonché da ultimo, Sez.6, n. 24864 del 19/04/2017, Rv.270031, che ha ribadito che l’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima l’esecuzione presso il difensore secondo la procedura prevista dall’art. 161 c.p.p., comma 4, può essere integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore, senza che sia necessario procedere ad una verifica di vera e propria irreperibilità, così da qualificare come definitiva l’impossibilità di ricezione degli atti nel luogo dichiarato o eletto dall’imputato . 3. Nella specie, quindi, la notificazione del decreto di citazione in appello risultava validamente eseguita presso il difensore ex art. 161 c.p.p., comma 4, attesa la temporanea assenza dell’imputato, tale dovendosi intendersi la generica indicazione dell’ufficiale notificatore di non aver reperito l’imputato nel domicilio dichiarato - o il domiciliatario nel domicilio, senza ulteriori specificazioni e giustificazioni che attestino la definitiva impossibilità di ricezione degli atti. Da tanto discende che, in difetto di una attestazione di definitiva impossibilità di notifica presso il domicilio eletto o dichiarato dall’imputato, e sul punto la motivazione della Corte di appello risulta apparente in quanto meramente assertiva, non risulta corretto il richiamo effettuato al consolidato principio di diritto, secondo il quale le notificazioni successive a quella effettuata mediante consegna dell’atto a mani del difensore, per l’impossibilità di eseguirla nel domicilio dichiarato od eletto dall’imputato, non devono necessariamente essere precedute dalla reiterazione del tentativo di notificazione nel suddetto domicilio, ma possono essere eseguite direttamente nelle forme di cui all’art. 161 c.p.p., comma 4, Sez.1, n. del 12/02/2009, Rv.242982 - 01 Sez.2, n. 22324 del 27/04/2010, Rv.247550 - 01 . 4. L’ordinanza impugnata va, quindi, annullata con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Bologna che si atterrà al seguente principio di diritto l’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima l’esecuzione presso il difensore secondo la procedura prevista dall’art. 161 c.p.p., comma 4, può essere integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore che attesti di non aver reperito l’imputato nel domicilio dichiarato o il domiciliatario nel domicilio eletto, senza che sia necessario procedere ad una verifica di vera e propria irreperibilità, così da qualificare come definitiva l’impossibilità di ricezione degli atti nel luogo dichiarato o eletto dall’imputato in tale caso, però, essendo la causa di irreperibilità non definitiva le notificazioni successive a quella effettuata mediante consegna dell’atto a mani del difensore devono necessariamente essere precedute dalla reiterazione del tentativo di notificazione nel domicilio dichiarato o eletto, e non possono, quindi, essere eseguite direttamente nelle forme di cui all’art. 161 c.p.p., comma 4. P.Q.M. Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Bologna.