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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

criminalità organizzata | 07 Ottobre 2019

Facciamo ordine tra natura soggettiva e oggettiva dell’aggravante: la parola alle Sezioni Unite

di Claudio Bossi - Avvocato penalista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

Con riguardo all’art. 416-bis c.p., la locuzione “al fine di” si presta ad essere interpretata sia come indicativa della funzionalità oggettiva della condotta criminosa contestata ad agevolare l’associazione mafiosa, sia come indicativa della necessità che la condotta sia sorretta dal dolo specifico, ovvero dalla precisa volontà di funzionalizzare l’azione criminosa a vantaggio dell’associazione, necessitando dunque la rimessione della questione al superiore scrutinio delle Sezioni Unite.

(Corte di Cassazione, sez. II Penale, ordinanza n. 40846/19; depositata il 4 ottobre)

Così ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 40846/2019, depositata il 4 ottobre, nella quale è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione riguardante l’aggravante speciale ex art. 7 d.l. n. 152/1991, oggi...

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