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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

question time | 05 Novembre 2018

Bonafede sull’intensificazione degli uffici giudiziari e sulla lotta contro i reati sessuali

Il Guardasigilli Bonafede interviene al question time tenutosi alla Camera lo scorso mercoledì 31 ottobre rispondendo a due interrogazioni: la prima, con riferimento alla rivisitazione della geografia giudiziaria, vuole sapere se e quali siano gli interventi di riorganizzazione degli uffici di primo livello; la seconda chiede di conoscere in che modo inserire nel nostro ordinamento la misura temporanea della cd. castrazione chimica nei confronti dei responsabili dei reati a sfondo sessuale.  

Ridistribuzione territoriale degli uffici giudiziari. Con il primo quesito l’On. Molinari ed altri vogliono sapere se e quali siano gli interventi di riorganizzazione degli uffici di primo livello.
Al riguardo il Ministro Bonafede ribadisce che bisogna tener conto dell’esigenza di garantire ai cittadini una capillare rete di presidi per la sicurezza e legalità del Paese. E la ridistribuzione territoriale degli uffici giudiziari non ha determinato incrementi dei carichi di lavoro.
La necessità è quella «di controbilanciare l’esigenza di accentramento con quella altrettanto legittima di garantire, quanto più possibile, un Sistema-Giustizia, quale corollario del Sistema-Paese, rispondente ai canoni della prossimità territoriale, secondo una metodologia operativa di contemperamento che tenga in debita considerazione anche le peculiarità del territorio a cui questo Governo e questo Ministero sono particolarmente sensibili».
Prosegue poi il Ministro garantendo che «c’è un progetto che porterà nel 2019 ad aprire ben 1000 uffici di prossimità che saranno uffici che permetteranno al cittadino di sentire la giustizia vicina al territorio».
Rimanendo sul tema, dopo la tragedia avvenuta nella città di Genova con il crollo del ponte Morandi, il Ministro Bonafede, rispondendo alla richiesta dei cittadini genovesi sull’intensificazione dell’efficacia dell’apparato giudiziario, ha disposto «attraverso il Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi - una procedura di interpello per distaccare temporaneamente 33 unità nel capoluogo ligure, al Tribunale e alla Procura».

 

La misura temporanea della castrazione chimica. Con il secondo quesito l’On Lollobrigida ed altri chiedono di conoscere in che modo inserire nel nostro ordinamento la misura temporanea della cd. castrazione chimica nei confronti dei responsabili dei reati a sfondo sessuale.
Innanzitutto il Guardasigilli chiarisce che attualmente non c’è alcuna iniziativa da parte del Governo sull’introduzione di tale misura.
Per il Ministro della Giustizia è corretto parlare di misura temporanea, così come è prevista all’estero, dove attraverso il suo utilizzo si implica uno sconto di pena, ossia lo stupratore che si trova in carcere chiede allo Stato di avere uno sconto di pena e per il pericolo in cui ottiene tale sconto si sottopone consensualmente alla cosiddetta castrazione chimica.
Al riguardo, il Guardasigilli precisa, però, che in Italia il Governo ha un’altra idea di intervento: «non far uscire nessuno dal carcere e di tenerlo sotto controllo con la certezza della pena attraverso un percorso che, tramite anche personale medico, possa garantire che quella persona è sotto il controllo dello Stato».
È previsto inoltre la possibile attuazione, dopo la presentazione al Consiglio dei Ministri, del cosiddetto Codice Rosso per tutelare le donne minacciate da violenza ed infine è stato avviato un Tavolo «coordinato dal sottosegretario Spadafora, che porta avanti tutta una serie di progetti all’interno della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito di un unico Piano antiviolenza delle donne oltre alla istituzione di un Fondo per le vittime dei reati violenti».