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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

delitti contro la pubblica amministrazione | 25 Maggio 2017

Pene più aspre per avvocati e magistrati disonesti

Nella seduta di ieri 24 maggio, è giunto all’approvazione del Senato il disegno di legge recante «Modifiche al codice penale in materia di reati contro la pubblica amministrazione». Il testo, che prevede inasprimenti per i reati di concussione e corruzione in atti giudiziari, millantato credito e traffico di influenze illecite commessi da avvocati o magistrati, passa ora all’esame della Camera.

È stato approvato ieri, 24 maggio, il disegno di legge recante «Modifiche al codice penale in materia di reati contro la pubblica amministrazione» che intensifica la lotta alla corruzione, «tema di estremo rilievo sia a livello nazionale che internazionale» come si legge nella relazione illustrativa.

Aggravanti. Il testo, che passa ora all’esame della Camera, prevede alcune modifiche al codice penale e, in particolare, agli articoli 317, 319-ter, 346 e 346-bis, riguardanti, rispettivamente, i reati di concussione, corruzione in atti giudiziari, millantato credito e traffico di influenze illecite. Per le ipotesi in cui tali reati vengano posti in essere da chi esercita la professione forense o l’attività giurisdizionale sono previste delle aggravanti di pena. Tale differenziazione «appare giustificata dalla necessità di rimarcare il diverso disvalore sociale della condotta di coloro che svolgono l'attività e le funzioni suindicate rispetto alle altre, in ragione delle diverse posizioni giuridiche ricoperte, laddove in tali casi, risulta maggiore l'aspettativa di affidabilità e di liceità delle condotte».