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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

giustizia penale | 11 Gennaio 2017

Protocollo d’intesa sulla trattazione dei ricorsi presso le sezioni Penali della Cassazione

La Corte di Cassazione e la Procura Generale hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con la finalità di uniformare e semplificare le modalità organizzative delle sezioni Penali, individuando prassi omogenee e condivise tra i due uffici.

È stato pubblicato il protocollo d’intesa siglato dalla Corte di Cassazione e dalla Procura Generale datato 3 gennaio 2017.

La figura del sostituto procuratore generale di collegamento. Gli uffici sono convenuti nella decisione di introdurre la nuova figura di sostituto procuratore generale che svolga un’attività di raccordo con la sezione di riferimento in relazione alle richieste urgenti di atti e allo scambio di informazioni. Non solo, presso la cancelleria di ogni sezione verrà designato un funzionario delegato ai contatti con la Procura Generale che avrà come riferimento la segreteria del sostituto procuratore generale di collegamento.
In questo modo verrà favorito il coordinamento operativo tra cancellerie e segreterie di tutte le sezioni.

La segnalazione dei procedimenti di particolare rilevanza. I processi dotati di una notevole rilevanza nomofilattica dovranno essere tempestivamente segnalati, con l’indicazione della data di udienza, oltre che al Segretariato generale della Corte, al sostituto procuratore generale. Sarà, inoltre, obbligatorio, per tutte le cancellerie delle sezioni in questione, inviare mensilmente al Segretariato generale della Procura Generale, l’elenco dei ricorso aventi un «valore ponderale superiore a 3».

Trasmissione dei fascicoli processuali. La Cassazione e la Procura Generale sono convenute anche sulla trasmissione dei fascicoli processuali e, al fine di evitare lungaggini che impediscano l’esame degli atti alle altre parti e ai componenti del collegio, hanno deciso che il fascicolo processuale dovrà essere trasmesso al magistrato della Procura Generale a richiesta, per un tempo non superiore ai 5 giorni.

Esecuzione dei provvedimenti di scarcerazione. Infine alla Procura Generale dovranno essere comunicati i provvedimenti di scarcerazione conseguenti alla revoca della sentenza di condanna ex art. 625-ter c.p.p. per l’adozione dei conseguenti provvedimenti.



Qui il protocollo d’intesa tra la Corte di Cassazione e la Procura Generale del 3 gennaio 2017