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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

responsabilità medica | 30 Marzo 2016

L’aiuto primario, in assenza del primario, deve assumere ogni decisione nell’interesse del paziente

di Alfredo De Francesco - Avvocato

La differenza delle funzioni così come la struttura gerarchica sono ottimi strumenti al fine di rendere efficace ed efficiente l’intervento complesso, quale che sia l’ambito nel quale si applica la “divisione del lavoro”. Tuttavia, lo strumento non può mai essere confuso col fine, poiché se ciò avviene può determinarsi una deresponsabilizzazione inaccettabile. In fondo, la “macchina” burocratica, anche quella che opera nella sanità, è al servizio e serve, dunque, ad uno scopo, che assume e deve sempre assumere il ruolo preminente nelle attività che di volta devono essere compiute. Sicché, se vi è bisogno di fare “qualcosa” e questo “qualcosa” è in grado di salvaguardare il bene per il quale l’intera attività ha senso di essere, non è possibile, per il sottoposto chiamato a sostituire il titolare delle attività, giustificare proprie omissioni facendo leva sul fatto che chi si trova in posizione apicale sarebbe in realtà il responsabile del tutto.

(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 12679/16; depositata il 29 marzo)

E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12679/2016, depositata il 29 marzo. In termini ancor più chiari, chi svolge le veci di un soggetto, per qualsiasi motivo assente, è di per sé responsabile...

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