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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

Voto di scambio | 13 Febbraio 2015

Scambio elettorale politico-mafioso, la cella della prigione rimane chiusa a chiave

  Giovedì 12 febbraio 2015, la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato, in via definitiva, una proposta di legge che esclude dai benefici penitenziari le persone condannate per il reato di voto di scambio politico-mafioso, fattispecie penale introdotta dalla l. n. 62/2014. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre in Parlamento si inizia a pensare ad un possibile ritocco delle pene.

 

Benefici penitenziari esclusi. L’introduzione dell’art. 416 ter c.p. da parte della l. n. 62/2014 aveva determinato la punibilità del voto di scambio politico-mafioso. Ieri pomeriggio, la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato in sede legislativa (non servirà quindi un passaggio in Aula) e in via definitiva la proposta legislativa che esclude dai benefici penitenziari i condannati per il reato ex art. 416 ter c.p.. Perciò, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non ancora avvenuta, i responsabili del delitto di voto di scambio non potranno accedere al lavoro esterno, ai permessi premio, nonché alle misure alternative, come l’affidamento in prova, la detenzione domiciliare e la semilibertà.
La nuova norma, inoltre, prevede l’attribuzione alla Procura distrettuale antimafia delle funzioni di pubblico ministero nelle indagini preliminari e nel processo di primo grado per il reato in questione.
Le prime reazioni. Soddisfatta Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia: «Dopo aver potenziato e ampliato dieci mesi fa la punibilità del voto di scambio politico-mafioso, ora abbiamo inasprito anche il trattamento processuale e penitenziario applicando il sistema del cosiddetto doppio binario già previsto dall’ordinamento per l’associazione mafiosa e altri reati connessi di particolare gravità e allarme sociale». A lei si unisce Davide Mattiello, relatore del provvedimento, il quale ha anche dichiarato che il prossimo ritocco riguarderà l’innalzamento delle pene, «proporzionale all’annunciato aumento delle pene per il 416 bis».